Congratulazioni e auguri da parte di tutta la comunità di Porchiano del Monte!

Congratulazioni e auguri da parte di tutta la comunità di Porchiano del Monte!


Non tutti sanno che una pila, quando non ha più carica sufficiente per far funzionare una apparecchiatura ad alto assorbimento di energia come una macchina fotografica, è spesso in grado di far funzionare ancora a lungo uno che ne richieda poca, come un telecomando o una sveglia.
Pare che in media le batterie quando vengono gettate contengano ancora il quaranta per cento della loro energia!
Ma quando proprio non ci servono più, è obbligatorio smaltirle in modo corretto.
A Porchiano, sotto alle mura, c’è il nuovo contenitore per la raccolta differenziata delle batterie. Usiamolo! (MP)


Domenica 17 giugno 2018 la Gran Fondo dei Colli Amerini, gara ciclistica giunta alla settima edizione, passerà anche da Porchiano. In particolare, gli atleti, dopo la discesa dei Cappuccini e aver svoltato a destra all’altezza del ponte del Rio Grande, oltrepasseranno la zona della Cavallerizza e nel bivio di Porchiano gireranno a sinistra per scendere verso Giove e proseguire la gara.
Il passaggio avverrà dopo circa cento chilometri dall’inizio del Gran Fondo. In base alle diverse medie tenute dai concorrenti, si può ipotizzare che essi transiteranno fra le undici e mezzogiorno e mezza. (MP)

Domenica 17 giugno 2018, a partire dalle ore diciassette e trenta, spettacolo di canti e balli popolari presso la foresteria del Sentiero di Palliccio.
Saranno presenti il Coro Popolare di Giove, diretto da Susanna Ruffini, e i Cori Pizzicati di Terni.
Durante la festa sarà offerto un aperitivo.
L’evento prevede un contributo libero che verrà devoluto a favore dell’Associazione COMIP (CHILDREN OF MENTALLY ILL PARENTS – associazione italiana creata da e per i figli di genitori con disturbo psichico).

Sabato 16 giugno 2018, presso gli impianti sportivi di Porchiano del Monte, l’associazione Noi Amici per Leo in collaborazione con la Società di Ruzzolone di Sangemini organizza l’VIII Memorial “Leonardo Ippoliti”. La manifestazione inizierà alle quattordici e trenta e terminerà con la premiazione dei vincitori. Durante la manifestazione sarà disponibile uno stand con panini e bibite.
L’evento è ormai diventato un classico nel calendario di questa disciplina sportiva, uno dei giochi popolari più diffusi fra quelli tutelati dalla Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali. Lo si pratica utilizzando un cilindro di legno che viene avvolto da un nastro e lanciato lungo un percorso. Fino a qualche anno fa era uno spettacolo abbastanza consueto quello di vedere giocatori lungo le strade bianche impegnati in questa attività. Oggi lo si pratica per lo più in circuiti espressamente dedicati, come quello che si trova nella zona degli impianti sportivi di Porchiano.
Leonardo Ippoliti, scomparso tragicamente in seguito ad un infortunio sul lavoro, era un campione di ruzzolone ed i suoi amici, riuniti nell’associazione “Noi Amici per Leo” ne perpetuano il ricordo organizzando fra le altre cose anche questa interessante manifestazione.
Martedì 19 giugno 2018, presso la chiesa di Santa Cristina, alle ore diciassette, verrà celebrata la messa in memoria di Leonardo. Al termine della messa ci sarà la deposizione dei fiori al cimitero.

E’ convocata presso il salone del Circolo “Mattia Giurelli” il giorno 16 giugno 2018 alle ore cinque in prima convocazione e il giorno 17 giugno 2018 alle ore diciassette in seconda convocazione, l’assemblea ordinaria dei soci della Pro Loco di Porchiano del Monte.
All’ordine del giorno:
E’ importante la partecipazione di tutti i soci a questa assemblea!

“Restitujo” probabilmente deriva dallo spagnolo “restituyo” (restitugio) che in italiano significa restituisco. Eredità della civiltà contadina ormai al tramonto, fino agli anni Cinquanta in paese era ancora abbastanza usata, e con essa si voleva sintetizzare le due parole “restituzione” e “resto”. Volendo provare a dare un’interpretazione dialettale, (un po’ personale), si potrebbe considerare come un acronimo: resti (restituzione) – tu (a te) – jo (giù). Da restitujo deriva “restitujà”, altro verbo con cui s’intendeva prendere o recuperare dal basso, qualcosa che rimaneva di un bene importante.
In quel periodo, fondamentali erano i prodotti dell’agricoltura e del bosco, come il grano, il granoturco, l’oliva, la ghianda, il carbone. In un periodo di economia misera, recuperare anche piccolissime quantità di questi beni, per la nostra comunità era una risorsa da non trascurare. La raccolta di queste rimanenze era possibile, con il tacito consenso del mezzadro o del proprietario del fondo, e principalmente veniva fatto dalle donne.
Del grano venivano recuperate le spighe, che si perdevano nei campi e nell’aia durante le varie fasi di mietitura delle messi (falciatura, preparazione di “gregne”, e “cordelli”), o nel trasporto che avveniva con carri e “traje”.

Domenica 3 giugno 2018, per la solennità del Corpus Domini, la messa verrà celebrata alle ore 10.00. Al termine, il sacerdote condurrà la processione lungo le mura del paese.
Tutti sono invitati a partecipare alla realizzazione dell’infiorata per le vie del borgo, tenendo presente che le catechiste, insieme ad altre due persone, si occuperanno del tratto che parte dalla chiesa e giunge al negozio di Rolando; chiunque vorrà, potrà “adottare” un tratto del percorso della processione in completa autonomia, non dimenticando però che le eventuali creazioni dovranno essere attinenti al sacramento dell’Eucarestia e all’immagine del Signore. (MP)

Sabato 2 giugno, dalle ore diciotto, presso il Sentiero di Palliccio, presentazione del libro “Il limite che non c’è”, di Andrea Toniolo, a cura della libreria Il Gorilla e l’Alligatore di Orte (quartiere Petignano). L’autore, che sarà presente all’incontro, ci parlerà del suo viaggio in solitaria lungo 4500 chilometri per riscattarsi dopo un gravissimo incidente e realizzare il proprio sogno.
L’evento prevede una breve escursione lungo il sentiero naturalistico di Palliccio, con la guida di Marcello Paolocci e in compagnia dell’autore. A seguire, intorno alle diciannove, la presentazione del libro.
Ingresso libero, siete tutti invitati!

La 1000 Miglia è una gara di regolarità per auto d’epoca che celebra l’omonima competizione automobilistica stradale che fu tenuta fra il 1927 ed il 1957. Il tracciato si snoda lungo la penisola, parte da Brescia, tocca Roma e torna nella città lombarda dopo aver percorso circa 1600 km, che equivalgono a 1000 miglia imperiali, da cui il nome alla gara.
Definita da Enzo Ferrari “La corsa più bella del mondo”, nell’edizione di quest’anno tocca molte località amerine: proveniente da Orvieto, passa per Baschi, Montecchio, Lugnano e giunge ad Amelia nel pomeriggio di oggi, dove si terranno diverse manifestazioni.
Anche Porchiano sarà toccata dal passaggio delle vetture, che transiteranno lungo la ex statale 205 Amerina, nei pressi del “bivio”, nel pomeriggio.

Nel pomeriggio di domenica 18 marzo, nella sala parrocchiale di Porchiano del Monte, la Caritas ha incontrato la comunità locale per raccontare le tante attività che l’associazione “San Martino”, braccio esecutivo della Caritas, esplica sul territorio ternano. Tra tutte, quelle svolte da quindici anni presso la Casa Circondariale di Terni.
Se la povertà aumenta tragicamente nel ternano e nuove indigenze richiedono l’attenzione umana dei volontari della Caritas, l’esperienza nel carcere insegna che la speranza può entrare in ogni luogo e alleviare la condizione umana più disperata.
L’uomo, e soprattutto l’uomo che ha abbracciato la fede cristiana, è chiamato a rivolgere uno sguardo di compassione e prestare soccorso. Qusto è stato narrato dal direttore Ideale Piantoni, da Nadia Agostini e dalla giovane Valeria Mazzoccanti, che hanno sottolineato come l’ascolto sia la risposta più efficace e toccante, e come le piccole azioni di supporto allevino la condizione di una società che deve sempre più confrontarsi con la solitudine.
La testimonianza di Sergio Pera, impiegato da 35 anni presso la Casa Circondariale di Terni, ha arricchito il messaggio di fatti concreti e di un agire quotidiano fra detenuti che una volta entrati fra le mura del carcere restano uomini e come tali devono essere visti. La privazione della libertà personale deve essere considerata l’unica loro pena: dignità e speranza restano invece prerogativa della loro umanità.
(Articolo a firma Consiglio Pastorale Porchiano del Monte, pubblicato su Il Banditore di Amelia di aprile 2018, trascritto da Marcello Paolocci)


Le campanule in fiore tra i vicoli di Porchiano, ci ricordano che tra pochi giorni è la festa di Santa Cristina. La Parrocchia, in collaborazione con la Pro Loco, ha organizzato questi eventi:
Giovedì 10 maggio 2018
Venerdì 11 maggio 2018
Siete tutti invitati per condividere con gioia queste feste.

Stamani, all’una e trenta minuti, è nata Daphne!
Congratulazioni e auguri da parte di tutta la comunità di Porchiano del Monte ai genitori Melania e Simone!


Sabato 28 aprile 2018, alle ore diciotto, presso il Circolo di Porchiano, assemblea di Liberi e Uguali.
All’ordine del giorno l’organizzazione della sezione, la situazione politica e iniziative varie.
(Ferruccio, Isidoro, Mario, Valter) (MP)

Trascorrere la festa del lavoro a Porchiano del Monte, è ormai una importante tradizione consolidata per tutto l’Amerino. Anche quest’anno, il Primo maggio, nel verde del Parco Mattia, la Pro Loco ha organizzato un un programma per trascorrere insieme una giornata di festa e riflessione su questo importante tema.
Questo il programma: alle nove aprirà lo stand gastronomico; alle dieci presso gli impianti sportivi il torneo di tennis con padelle; alle dieci e trenta in paese ci sarà il concerto della Banda Musicale della Teverina; alle tredici il pranzo (prenotazione: Giovanni 347 2805592); alle quindici esibizione della Banda Musicale della Teverina; alle sedici e trenta commemorazione al monumento dedicato a Mattia Giurelli e deposizione floreale; dalle sedici in poi giochi popolari e a seguire serata danzante con William Pasini.
Non mancate! (MP)

Porchiano del Monte è un posto ideale per aprire una nuova attività di ristorazione.
Il luogo è stupendo: un panorama sulla valle del Tevere che lascia incantati, e dall’altra parte, sui monti Amerini, che toglie il respiro. Amelia rimane là, sullo sfondo. Ma anche il Terminillo, gli ultimi paesi del sud dell’Umbria e quelli dislocati nel nord della Tuscia. Compiere il giro delle mura, a 360 gradi, è di una piacevolezza unica.
Nessun problema di parcheggio: il piazzale antistante il paese è ampio e non vi sono limitazioni di sorta.
Porchiano è vicino all’uscita autostradale di Attigliano, sulla Firenze – Roma: vicino abbastanza per raggiungerla ed essere raggiunto velocemente; ma piuttosto lontano per non subirne né il rumore del traffico, né l’inquinamento. Da Roma, Porchiano si raggiunge in poco più di un’ora. Una gita fuori porta di grande piacevolezza.
Il borgo è anche lambito dalla statale Amerina, importante via di collegamento tra Narni, Amelia e l’Orvietano, percorsa nel fine settimana da moltissimi visitatori.
I turisti che arrivano nel borgo, chiedono sempre agli abitanti dove possono mangiare. Ma non trovano nulla e devono spostarsi negli altri paesi.
Qui la cucina è una grande tradizione. In Umbria si mangia bene, e nell’Amerino ci sono delle eccellenze indimenticabili. Non parlo solo di prodotti come la fava cottora, che è un presidio Slow Food; ma anche di prodotti naturali che qui trovano il loro habitat migliore: solo per citare due esempi, la variegata cicoria di campo, e gli asparagi selvatici, vere prelibatezze dei nostri campi, e che sono a disposizione di tutti. La pasta fatta in casa! Cereali, legumi, verdura e frutta di altissima qualità. Un olio locale proveniente da eccellenti varietà di olivi centenari. Il vino, che viene ancora prodotto con cura nelle cantine all’interno del paese.
Chi volesse aprire qui un’attività di ristorazione, troverebbe anche personale giovane e sveglio per la cucina e la sala.
Ci sono immobili in vendita, anche da ristrutturare a proprio piacimento, che sono ideali per un’attività di questo tipo. E alcuni con un gradevole spazio all’aperto.
Che aspettate? Chi prima arriva, fa un affare. (MP)

In varie pubblicazioni cartacee e su alcuni siti web, è raccontato che la fondazione di Porchiano è riconducibile a quattro famiglie (Ercolani, Panezi, Peracchini e Corsi) giunte dalla Corsica. La considero una tesi ragionevolmente non attendibile, perché in tanti secoli di storia non è possibile che nessuno dei quattro ceppi dinastici non si sia estinto. È probabile che sia una storia/leggenda riconducibile al medio evo, quando guerre e pestilenze decimando intere popolazioni resero necessario un rapido ripopolamento. Necessità che castelli come Foce e Sambucetole in particolare fronteggiarono, accogliendo moltissime famiglie slave.
Da un accurato studio fatto sulle “Riformanze” della città di Amelia, da Frezza, Spagnoli, Quadraccia, Cerasi, riportato poi nei loro Almanacchi, e nelle più recenti Effemeridi del notaio Spagnoli, non c’è nessuna traccia delle quattro famiglie. Esse compaiono nella vita parrocchiale delle Confraternite, soltanto a partire dal XVII° secolo.
L’origine del paese probabilmente è riconducibile ad un accampamento militare romano (Phorziam Castrum), che poi servì come rifugio agli scampati di alcuni centri mal protetti come quelli di Agogliano e Luchiano; luogo quello del Castrum che era stato scelto proprio perché ben si adattava allo scopo difensivo. A causa della discesa di numerosi eserciti barbari (495/goti, 579/longobardi), e anche dei Bizantini (592) che a più riprese marciarono su Roma, passando per la via Amerina che costeggiava le nostre zone, questi piccoli centri pian piano persero la loro importanza fino a scomparire.
Per avere un po’ di chiarezza sull’antichità di Porchiano, credo che sia opportuno prendere in attenta considerazione due importanti documenti a noi pervenuti:
1°- è una pergamena del (1160) conservata nell’archivio comunale di Amelia, che è un rogito notarile stipulato in Luchiano tra la comunità Porchianese e quella Lugnanese in cui si legge che il 2 Giugno, di sabato, in Luchiano, sullo “spiazzo” davanti alla casa di Tuscolo, alla presenza di 3 Consoli della Città di Amelia, dell’Abate e di 4 Presbiteri dell’Abazia di S.Secondo, di 7 Presbiteri della Chiesa Cattedrale di Amelia, di numerosi Chierici delle predette Chiese, di 9 testimoni, del Notaro Berardo, di Lugnanesi, di Porchianesi e di tutti gli abitanti di Luchiano, prendeva la parola tale Lotario figlio del fu Bonifazio, di Rabarto. […]
2°- è una notizia tratta dalle Riformanze Amerine del 1416 (pg. 158), in cui si accenna ad una torre di difesa fatta costruire in paese, dal Pontefice Leone IV (847-855), distrutta poi per rappresaglia su delibera dello stesso comune, proprio nella data sopra citata.
È probabile che nella nostra zona ci sia stata anche una importante presenza agricola romana. Forse un allevamento di maiali per sfruttare i nostri boschi ricchi di ghiande, come ipotizza F. Masciovecchio? Il ritrovamento di molte monete romane, la fertilità del luogo, la vicinanza alla riva sinistra del Tevere assai frequentata dai romani, l’esistenza di alcuni ruderi non ancora datati ma che la tradizione orale ci ha trasmesso come “Porchiano Vecchio”, con un po’ di azzardo mi fanno pensare alla zona di Palliccio.
A prescindere, la storia di Porchiano è come un grande mosaico da ricomporre, i cui tasselli sono sparsi un po’ ovunque (Archivio Vescovile, Diocesano, Parrocchiale, Vaticano, Lateranense, Comunale, e quello di Stato in cui sembra siano confluiti anche quelli delle famiglie storiche dei Cansacchi e dei Farrattini).
1°(*)- dal libro (1981) “ Quando l’Amore è Grande”, del compianto Don Sandro Bigi. È uno studio storico e archeologico molto approfondito e serio, sulla vita di S.Fermina e Olimpiade vissuti a cavallo del III/IV° secolo a Luchiano ed Amelia.
2°(*)- dagli “Statuti di Porchiano” , tesi di laurea della dott.sa Lella Tiranti nell’anno accademico 1970/71. Trattasi di una ricerca storica molto capillare che tramite le “Riformanze Amerine” e gli “Statuti di Porchiano” (1378/1449), consente di farci conoscere dettagliatamente e con assoluta verità storica, la vita sociale, economica,militare e religiosa del nostro antico castello.
(Testo di Aldo Perelli)

Puntuale è arrivato il comunicato dell’Assessore all’Ambiente Avio Proietti Scorsoni, a proposito dei cedri abbattuti. Comunicato che pubblichiamo integralmente. (MP)
Oggi sono stati tagliati gli ultimi tre grandi Cedri del Libano adiacenti la Via Carlo Alberto, fronte Ufficio Postale, il primo è stato abbattuto lunedì 9 Aprile.
Siamo stati costretti a farlo per i probabili danni che gli alberi avrebbero potuto arrecare a persone e cose.
L’iter è iniziato, da diverso tempo, con le segnalazioni di alcuni cittadini e dal successivo controllo eseguito dal ns Agronomo Dott. Maurizio Borseti il quale ha relazionato lo stato degi alberi. A seguire è stata richiesta l’ Autorizzazione Paesaggistica alla Soprintendenza trattandosi di Zona Vincolata.
E’ previsto il reimpianto di un numero equivalente di essenze arboree autoctone, per la loro localizzazione si procederà quanto prima ad una verifica per stabilire se ricollocarle sullo stesso posto oppure in altro luogo. In ogni caso verranno poste a dimora alberi con caratteristiche vegetative tali da non riproporre le problematiche generate dalle piante tagliate.
Al riguardo il nostro Consigliere Gianni Gatti, già da diversi giorni ha preso contatti con l’ Agenzia Forestale per reperire un numero sufficiente di alberi sia per la Frazione di Porchiano che per le altre.
Vorrei assicurare che il verde, specialmente nelle zone urbanizzate, sta a cuore anche a chi scrive, però non possiamo non subordinarlo alla pubblica incolumità, quando ne ricorrano le probabilità di rischio.
Altri abbattimenti dobbiamo eseguirli anche nelle altre frazioni e nello stesso capoluogo, è già stata redatta una scala delle priorità da rendere compatibile anche con la disponibilità dei ns operai aggiungo “TUTTO FARE” (che non mi stanco di ringraziare) è evidente che nei casi di emergenza ci rivolgiamo anche ad altri operatori e/o ai VV.FF..
Non sottoporremo mai la SICUREZZA all’aspetto economico ne ad altre, seppure condivisibili, considerazioni.
(Assessore All’Ambiente)

Questa mattina, alcuni operai incaricati dal Comune di Amelia, hanno provveduto ad abbattere gli ultimi tre dei quattro maestosi cedri davanti all’Ufficio Postale. Il primo dei quattro era stato tagliato nei giorni scorsi.
Il taglio è stato probabilmente causato dalla presenza delle radici in superficie, che avevano notevolmente rialzato l’asfalto, creando problemi per le automobili. Secondo un esperto forestale intervenuto nelle discussioni sui social, il cedro di per sé non è una pianta che crea questi problemi, avendo una radice a fittone. I problemi si possono verificare quando – e forse questo è il caso – per scarsa disponibilità del suolo e per eccessiva copertura della superficie, le radici non scendono in profondità.
Lo stesso esperto ha ricordato come la specie abbattuta appartenesse alla Tabella A – piante sottoposte a tutela – come previsto dalla L.R. 28/2011 Regione Umbria. Nello stesso regolamento secondo l’art. 13 , al comma 2 si afferma che l’abbattimento e lo spostamento delle piante possono essere autorizzati esclusivamente per evitare il danneggiamento di opere esistenti, sia pubbliche che private, per accertata compromissione dello stato vegetativo, nonché per inderogabiliesigenze di pubblica utilità o incolumità. Il comma 4 aggiunge che le autorizzazioni all’abbattimento sono rilasciate dall’ente competente per territorio previo sopralluogo che accerti l’impossibilità di soluzioni tecniche alternative e sono subordinate al reimpianto di esemplari appartenenti a specie indicate nel regolamento di attuazione, secondo modalità, tempi e quantità da individuare nell’atto di autorizzazione stesso.
Secondo l’esperto infine, il problema è anche “ la cattiva progettazione e la scarsa conoscenza delle piante forestali“. Altri cittadini hanno lamentato lo scarso coinvolgimento della popolazione in queste decisioni, criticando il fatto che spesso si risolvono i problemi con gli abbattimenti (e qui il pensiero è andato al vecchio lavatoio).
L’auspicio di tutti è che le piante abbattute vengano presto rimpiazzate. (MP)

A Porchiano del Monte, come in altre zone d’Italia, a partire da aprile di quest’anno, gli invii postali verranno consegnati a giorni lavorativi alterni: lunedì, mercoledì e venerdì nella prima settimana; martedì e giovedì nella settimana successiva, alternandosi fra loro.
Il nuovo modello – si legge in un volantino consegnato da Poste Italiane alle famiglie porchianesi nei giorni scorsi – interesserà anche la raccolta degli invii postali dalle cassette d’impostazione, che verrà effettuata con la stessa frequenza.
In altre parole, la posta verrà consegnata meno spesso, e altrettanto meno spesso verrà raccolta quella in partenza. (MP)


A proposito delle polemiche sorte in questi giorni, sulla possibilità che a Porchiano tornasse la mostra sui dinosauri che tanto successo aveva avuto l’anno scorso, pubblichiamo il comunicato del Movimento 5 Stelle e siamo a disposizione per pubblicare anche altri contributi. (MP)
Riguardo la vicenda dell’ esposizione di Dinosauri, il M5S di Amelia esprime le dovute perplessità per l’ennesima occasione persa da parte dei nostri amministratori, che tacciono in merito a questo argomento.
Sappiamo che a gennaio 2018, il proprietario dell’esposizione tramite la sua segretaria ha contattato l’Associazione “Noi Amici per Leo”, gestore dell’area ove si era svolta la precedente mostra, proponendo un nuovo evento, forte dell’enorme numero di visitatori (oltre 22000) che avevano letteralmente invaso il nostro territorio lasciando denaro sonante anche nelle casse delle strutture ricettive amerine; l’evento si sarebbe svolto nel periodo compreso tra marzo e maggio 2018.
I rappresentatnti dell’Associazione Porchianese si dimostravano immediatamente d’accordo, e l’organizzatore si rivolgeva quindi al Comune di Amelia, Ente al quale spetta l’ultima decisione.
Sicuramente ci sono stati dei tentennamenti prolungati nella trattativa tra proprietario e Amministrazione, a tal punto che l’organizzatore in data 22 marzo contattava nuovamente l’Associazione “Noi Amici per Leo” dicendo che aveva deciso di cambiare tour e che quindi non se ne sarebbe fatto nulla ad Amelia.
Fin qui la vicenda ricostruita da noi; sarebbe opportuna una spiegazione da parte della nostra amministrazione, perché di sicuro c’è solamente la volontà degli organizzatori di riproporre un evento difficilmente ripetibile altrimenti nei numeri per il nostro territorio, unita alla mancata realizzazione di tale evento, di certo non per volontà del proprietario, tanto meno dell’Associazione “Noi Amici per Leo”.
Oltretutto a rimanere penalizzata è nuovamente la frazione di Porchiano, i cui abitanti da sempre si sono contraddistinti per abnegazione e volontariato a favore del proprio paese, ma le ultime decisioni prese dall’amministrazione corrente (assenza di opere previste nel piano triennale, dimezzamento dei fondi per la locale squadra di calcio, intervento tardivo di sgombro stradale post nevicata, etc. etc.), sembrano seguire una logica precisa.
Il Gruppo Consiliare del M5S Amelia
Romano Banella
Gianfranco Chieruzzi


Porchiano, o Castrum Fortiano, VI secolo d.C., era uno dei diciotto castelli del territorio di Amelia, che cercò di mantenere a lungo la sua libertà difendendosi dai potenti vicini. Probabilmente fu devastato dai Monaldeschi di Orvieto nel 1237, perché si era alleato con Amelia contro Lugnano, già alleato di Orvieto.
Il Castello era legato ai signori di Alviano e al Comune di Amelia, anche per i comuni interessi economici, come è provato dai documenti di archivio, tra il 1266 e i primi anni del 1300. Non mancarono aspre lotte fra gli Amerini e gli abitanti di Porchiano, lotte nate ed alimentate dalle tensioni fra i Colonna e gli Orsini.
Il Comune di Amelia si schierò prima con i Colonna, poi con gli Orsini e, dopo complicate vicende, ottenne la giurisdizione su Porchiano. Con il patto di pace venne stabilito che Porchiano non dovesse ricostruire le mura.
Nel 1317 Porchiano si sottomise ad Amelia ed il Sindaco del Castello giurò fedeltà in pace e in guerra. L’atto è del 1318 e questa operazione di sudditanza fu guidata dal Capitano del Popolo Giacomo Colonna.
Nel 1328 Porchiano non volle eleggere il Sindaco designato ad consegnare annualmente la custodia del Castello alla vicina e forte città, in segno di ribellione.
Nel 1376 il Castello venne tolto ad Amelia dalla Chiesa e il priore di San Giovanni Gerosolimitano, ordine cavalleresco religioso, Bartolomeo Caraffa, fu nominato Castellano di Porchiano.
Il Castello tornò ad Amelia durante il pontificato di Bonifacio IX, Pietro Tomacelli.

Giunta alla seconda edizione, la camminata campestre di Pasquetta è lunga nove chilometri e l’iscrizione comprensiva di gadget e di pranzo presso il Parco Mattia costa dodici euro.
La partenza è prevista alle ore dieci, e lungo il percorso si toccheranno le cinque chiese del territorio.
Le iscrizioni presso il Circolo della Pro Loco, che organizza la manifestazione, oppure telefonando al 328 9039702.

Presso la Chiesa Parrocchiale di San Simeone
Giovedì 29 marzo 2018 – Giovedì Santo
Venerdì 30 marzo 2018 – Venerdì Santo
Sabato 31 marzo 2018 – Sabato Santo
Domenica 1 aprile 2018 – Domenica di Pasqua

Pomeriggio di festa a Porchiano del Monte, domenica 25 marzo 2018, per l’inaugurazione di “Alternativa, stile e benessere per i capelli”, di Cristina Chiodi. La titolare e i suoi collaboratori hanno accolto il pubblico con un rinfresco e mostrato la nuova sala, perfettamente arredata.
L’apertura di una nuova attività commerciale è stata salutata con grande interesse da parte degli abitanti, che vedono rivitalizzata una attività storica all’interno del paese. E’ importante sostenerla per rendere il borgo sempre più vivo.
Il reportage è di Salvatore Biondo. (MP)

L’8 marzo 2018, a Spoleto, è nato Brando!
Congratulazioni e auguri ai genitori Lucio e Federica, e alla sorellina Lia, da parte di tutta la comunità porchianese!