
Sabato 28 aprile 2018, alle ore diciotto, presso il Circolo di Porchiano, assemblea di Liberi e Uguali.
All’ordine del giorno l’organizzazione della sezione, la situazione politica e iniziative varie.
(Ferruccio, Isidoro, Mario, Valter) (MP)

Sabato 28 aprile 2018, alle ore diciotto, presso il Circolo di Porchiano, assemblea di Liberi e Uguali.
All’ordine del giorno l’organizzazione della sezione, la situazione politica e iniziative varie.
(Ferruccio, Isidoro, Mario, Valter) (MP)

Trascorrere la festa del lavoro a Porchiano del Monte, è ormai una importante tradizione consolidata per tutto l’Amerino. Anche quest’anno, il Primo maggio, nel verde del Parco Mattia, la Pro Loco ha organizzato un un programma per trascorrere insieme una giornata di festa e riflessione su questo importante tema.
Questo il programma: alle nove aprirà lo stand gastronomico; alle dieci presso gli impianti sportivi il torneo di tennis con padelle; alle dieci e trenta in paese ci sarà il concerto della Banda Musicale della Teverina; alle tredici il pranzo (prenotazione: Giovanni 347 2805592); alle quindici esibizione della Banda Musicale della Teverina; alle sedici e trenta commemorazione al monumento dedicato a Mattia Giurelli e deposizione floreale; dalle sedici in poi giochi popolari e a seguire serata danzante con William Pasini.
Non mancate! (MP)

Porchiano del Monte è un posto ideale per aprire una nuova attività di ristorazione.
Il luogo è stupendo: un panorama sulla valle del Tevere che lascia incantati, e dall’altra parte, sui monti Amerini, che toglie il respiro. Amelia rimane là, sullo sfondo. Ma anche il Terminillo, gli ultimi paesi del sud dell’Umbria e quelli dislocati nel nord della Tuscia. Compiere il giro delle mura, a 360 gradi, è di una piacevolezza unica.
Nessun problema di parcheggio: il piazzale antistante il paese è ampio e non vi sono limitazioni di sorta.
Porchiano è vicino all’uscita autostradale di Attigliano, sulla Firenze – Roma: vicino abbastanza per raggiungerla ed essere raggiunto velocemente; ma piuttosto lontano per non subirne né il rumore del traffico, né l’inquinamento. Da Roma, Porchiano si raggiunge in poco più di un’ora. Una gita fuori porta di grande piacevolezza.
Il borgo è anche lambito dalla statale Amerina, importante via di collegamento tra Narni, Amelia e l’Orvietano, percorsa nel fine settimana da moltissimi visitatori.
I turisti che arrivano nel borgo, chiedono sempre agli abitanti dove possono mangiare. Ma non trovano nulla e devono spostarsi negli altri paesi.
Qui la cucina è una grande tradizione. In Umbria si mangia bene, e nell’Amerino ci sono delle eccellenze indimenticabili. Non parlo solo di prodotti come la fava cottora, che è un presidio Slow Food; ma anche di prodotti naturali che qui trovano il loro habitat migliore: solo per citare due esempi, la variegata cicoria di campo, e gli asparagi selvatici, vere prelibatezze dei nostri campi, e che sono a disposizione di tutti. La pasta fatta in casa! Cereali, legumi, verdura e frutta di altissima qualità. Un olio locale proveniente da eccellenti varietà di olivi centenari. Il vino, che viene ancora prodotto con cura nelle cantine all’interno del paese.
Chi volesse aprire qui un’attività di ristorazione, troverebbe anche personale giovane e sveglio per la cucina e la sala.
Ci sono immobili in vendita, anche da ristrutturare a proprio piacimento, che sono ideali per un’attività di questo tipo. E alcuni con un gradevole spazio all’aperto.
Che aspettate? Chi prima arriva, fa un affare. (MP)

In varie pubblicazioni cartacee e su alcuni siti web, è raccontato che la fondazione di Porchiano è riconducibile a quattro famiglie (Ercolani, Panezi, Peracchini e Corsi) giunte dalla Corsica. La considero una tesi ragionevolmente non attendibile, perché in tanti secoli di storia non è possibile che nessuno dei quattro ceppi dinastici non si sia estinto. È probabile che sia una storia/leggenda riconducibile al medio evo, quando guerre e pestilenze decimando intere popolazioni resero necessario un rapido ripopolamento. Necessità che castelli come Foce e Sambucetole in particolare fronteggiarono, accogliendo moltissime famiglie slave.
Da un accurato studio fatto sulle “Riformanze” della città di Amelia, da Frezza, Spagnoli, Quadraccia, Cerasi, riportato poi nei loro Almanacchi, e nelle più recenti Effemeridi del notaio Spagnoli, non c’è nessuna traccia delle quattro famiglie. Esse compaiono nella vita parrocchiale delle Confraternite, soltanto a partire dal XVII° secolo.
L’origine del paese probabilmente è riconducibile ad un accampamento militare romano (Phorziam Castrum), che poi servì come rifugio agli scampati di alcuni centri mal protetti come quelli di Agogliano e Luchiano; luogo quello del Castrum che era stato scelto proprio perché ben si adattava allo scopo difensivo. A causa della discesa di numerosi eserciti barbari (495/goti, 579/longobardi), e anche dei Bizantini (592) che a più riprese marciarono su Roma, passando per la via Amerina che costeggiava le nostre zone, questi piccoli centri pian piano persero la loro importanza fino a scomparire.
Per avere un po’ di chiarezza sull’antichità di Porchiano, credo che sia opportuno prendere in attenta considerazione due importanti documenti a noi pervenuti:
1°- è una pergamena del (1160) conservata nell’archivio comunale di Amelia, che è un rogito notarile stipulato in Luchiano tra la comunità Porchianese e quella Lugnanese in cui si legge che il 2 Giugno, di sabato, in Luchiano, sullo “spiazzo” davanti alla casa di Tuscolo, alla presenza di 3 Consoli della Città di Amelia, dell’Abate e di 4 Presbiteri dell’Abazia di S.Secondo, di 7 Presbiteri della Chiesa Cattedrale di Amelia, di numerosi Chierici delle predette Chiese, di 9 testimoni, del Notaro Berardo, di Lugnanesi, di Porchianesi e di tutti gli abitanti di Luchiano, prendeva la parola tale Lotario figlio del fu Bonifazio, di Rabarto. […]
2°- è una notizia tratta dalle Riformanze Amerine del 1416 (pg. 158), in cui si accenna ad una torre di difesa fatta costruire in paese, dal Pontefice Leone IV (847-855), distrutta poi per rappresaglia su delibera dello stesso comune, proprio nella data sopra citata.
È probabile che nella nostra zona ci sia stata anche una importante presenza agricola romana. Forse un allevamento di maiali per sfruttare i nostri boschi ricchi di ghiande, come ipotizza F. Masciovecchio? Il ritrovamento di molte monete romane, la fertilità del luogo, la vicinanza alla riva sinistra del Tevere assai frequentata dai romani, l’esistenza di alcuni ruderi non ancora datati ma che la tradizione orale ci ha trasmesso come “Porchiano Vecchio”, con un po’ di azzardo mi fanno pensare alla zona di Palliccio.
A prescindere, la storia di Porchiano è come un grande mosaico da ricomporre, i cui tasselli sono sparsi un po’ ovunque (Archivio Vescovile, Diocesano, Parrocchiale, Vaticano, Lateranense, Comunale, e quello di Stato in cui sembra siano confluiti anche quelli delle famiglie storiche dei Cansacchi e dei Farrattini).
1°(*)- dal libro (1981) “ Quando l’Amore è Grande”, del compianto Don Sandro Bigi. È uno studio storico e archeologico molto approfondito e serio, sulla vita di S.Fermina e Olimpiade vissuti a cavallo del III/IV° secolo a Luchiano ed Amelia.
2°(*)- dagli “Statuti di Porchiano” , tesi di laurea della dott.sa Lella Tiranti nell’anno accademico 1970/71. Trattasi di una ricerca storica molto capillare che tramite le “Riformanze Amerine” e gli “Statuti di Porchiano” (1378/1449), consente di farci conoscere dettagliatamente e con assoluta verità storica, la vita sociale, economica,militare e religiosa del nostro antico castello.
(Testo di Aldo Perelli)

Puntuale è arrivato il comunicato dell’Assessore all’Ambiente Avio Proietti Scorsoni, a proposito dei cedri abbattuti. Comunicato che pubblichiamo integralmente. (MP)
Oggi sono stati tagliati gli ultimi tre grandi Cedri del Libano adiacenti la Via Carlo Alberto, fronte Ufficio Postale, il primo è stato abbattuto lunedì 9 Aprile.
Siamo stati costretti a farlo per i probabili danni che gli alberi avrebbero potuto arrecare a persone e cose.
L’iter è iniziato, da diverso tempo, con le segnalazioni di alcuni cittadini e dal successivo controllo eseguito dal ns Agronomo Dott. Maurizio Borseti il quale ha relazionato lo stato degi alberi. A seguire è stata richiesta l’ Autorizzazione Paesaggistica alla Soprintendenza trattandosi di Zona Vincolata.
E’ previsto il reimpianto di un numero equivalente di essenze arboree autoctone, per la loro localizzazione si procederà quanto prima ad una verifica per stabilire se ricollocarle sullo stesso posto oppure in altro luogo. In ogni caso verranno poste a dimora alberi con caratteristiche vegetative tali da non riproporre le problematiche generate dalle piante tagliate.
Al riguardo il nostro Consigliere Gianni Gatti, già da diversi giorni ha preso contatti con l’ Agenzia Forestale per reperire un numero sufficiente di alberi sia per la Frazione di Porchiano che per le altre.
Vorrei assicurare che il verde, specialmente nelle zone urbanizzate, sta a cuore anche a chi scrive, però non possiamo non subordinarlo alla pubblica incolumità, quando ne ricorrano le probabilità di rischio.
Altri abbattimenti dobbiamo eseguirli anche nelle altre frazioni e nello stesso capoluogo, è già stata redatta una scala delle priorità da rendere compatibile anche con la disponibilità dei ns operai aggiungo “TUTTO FARE” (che non mi stanco di ringraziare) è evidente che nei casi di emergenza ci rivolgiamo anche ad altri operatori e/o ai VV.FF..
Non sottoporremo mai la SICUREZZA all’aspetto economico ne ad altre, seppure condivisibili, considerazioni.
(Assessore All’Ambiente)

Questa mattina, alcuni operai incaricati dal Comune di Amelia, hanno provveduto ad abbattere gli ultimi tre dei quattro maestosi cedri davanti all’Ufficio Postale. Il primo dei quattro era stato tagliato nei giorni scorsi.
Il taglio è stato probabilmente causato dalla presenza delle radici in superficie, che avevano notevolmente rialzato l’asfalto, creando problemi per le automobili. Secondo un esperto forestale intervenuto nelle discussioni sui social, il cedro di per sé non è una pianta che crea questi problemi, avendo una radice a fittone. I problemi si possono verificare quando – e forse questo è il caso – per scarsa disponibilità del suolo e per eccessiva copertura della superficie, le radici non scendono in profondità.
Lo stesso esperto ha ricordato come la specie abbattuta appartenesse alla Tabella A – piante sottoposte a tutela – come previsto dalla L.R. 28/2011 Regione Umbria. Nello stesso regolamento secondo l’art. 13 , al comma 2 si afferma che l’abbattimento e lo spostamento delle piante possono essere autorizzati esclusivamente per evitare il danneggiamento di opere esistenti, sia pubbliche che private, per accertata compromissione dello stato vegetativo, nonché per inderogabiliesigenze di pubblica utilità o incolumità. Il comma 4 aggiunge che le autorizzazioni all’abbattimento sono rilasciate dall’ente competente per territorio previo sopralluogo che accerti l’impossibilità di soluzioni tecniche alternative e sono subordinate al reimpianto di esemplari appartenenti a specie indicate nel regolamento di attuazione, secondo modalità, tempi e quantità da individuare nell’atto di autorizzazione stesso.
Secondo l’esperto infine, il problema è anche “ la cattiva progettazione e la scarsa conoscenza delle piante forestali“. Altri cittadini hanno lamentato lo scarso coinvolgimento della popolazione in queste decisioni, criticando il fatto che spesso si risolvono i problemi con gli abbattimenti (e qui il pensiero è andato al vecchio lavatoio).
L’auspicio di tutti è che le piante abbattute vengano presto rimpiazzate. (MP)

A Porchiano del Monte, come in altre zone d’Italia, a partire da aprile di quest’anno, gli invii postali verranno consegnati a giorni lavorativi alterni: lunedì, mercoledì e venerdì nella prima settimana; martedì e giovedì nella settimana successiva, alternandosi fra loro.
Il nuovo modello – si legge in un volantino consegnato da Poste Italiane alle famiglie porchianesi nei giorni scorsi – interesserà anche la raccolta degli invii postali dalle cassette d’impostazione, che verrà effettuata con la stessa frequenza.
In altre parole, la posta verrà consegnata meno spesso, e altrettanto meno spesso verrà raccolta quella in partenza. (MP)


A proposito delle polemiche sorte in questi giorni, sulla possibilità che a Porchiano tornasse la mostra sui dinosauri che tanto successo aveva avuto l’anno scorso, pubblichiamo il comunicato del Movimento 5 Stelle e siamo a disposizione per pubblicare anche altri contributi. (MP)
Riguardo la vicenda dell’ esposizione di Dinosauri, il M5S di Amelia esprime le dovute perplessità per l’ennesima occasione persa da parte dei nostri amministratori, che tacciono in merito a questo argomento.
Sappiamo che a gennaio 2018, il proprietario dell’esposizione tramite la sua segretaria ha contattato l’Associazione “Noi Amici per Leo”, gestore dell’area ove si era svolta la precedente mostra, proponendo un nuovo evento, forte dell’enorme numero di visitatori (oltre 22000) che avevano letteralmente invaso il nostro territorio lasciando denaro sonante anche nelle casse delle strutture ricettive amerine; l’evento si sarebbe svolto nel periodo compreso tra marzo e maggio 2018.
I rappresentatnti dell’Associazione Porchianese si dimostravano immediatamente d’accordo, e l’organizzatore si rivolgeva quindi al Comune di Amelia, Ente al quale spetta l’ultima decisione.
Sicuramente ci sono stati dei tentennamenti prolungati nella trattativa tra proprietario e Amministrazione, a tal punto che l’organizzatore in data 22 marzo contattava nuovamente l’Associazione “Noi Amici per Leo” dicendo che aveva deciso di cambiare tour e che quindi non se ne sarebbe fatto nulla ad Amelia.
Fin qui la vicenda ricostruita da noi; sarebbe opportuna una spiegazione da parte della nostra amministrazione, perché di sicuro c’è solamente la volontà degli organizzatori di riproporre un evento difficilmente ripetibile altrimenti nei numeri per il nostro territorio, unita alla mancata realizzazione di tale evento, di certo non per volontà del proprietario, tanto meno dell’Associazione “Noi Amici per Leo”.
Oltretutto a rimanere penalizzata è nuovamente la frazione di Porchiano, i cui abitanti da sempre si sono contraddistinti per abnegazione e volontariato a favore del proprio paese, ma le ultime decisioni prese dall’amministrazione corrente (assenza di opere previste nel piano triennale, dimezzamento dei fondi per la locale squadra di calcio, intervento tardivo di sgombro stradale post nevicata, etc. etc.), sembrano seguire una logica precisa.
Il Gruppo Consiliare del M5S Amelia
Romano Banella
Gianfranco Chieruzzi

Porchiano, o Castrum Fortiano, VI secolo d.C., era uno dei diciotto castelli del territorio di Amelia, che cercò di mantenere a lungo la sua libertà difendendosi dai potenti vicini. Probabilmente fu devastato dai Monaldeschi di Orvieto nel 1237, perché si era alleato con Amelia contro Lugnano, già alleato di Orvieto.
Il Castello era legato ai signori di Alviano e al Comune di Amelia, anche per i comuni interessi economici, come è provato dai documenti di archivio, tra il 1266 e i primi anni del 1300. Non mancarono aspre lotte fra gli Amerini e gli abitanti di Porchiano, lotte nate ed alimentate dalle tensioni fra i Colonna e gli Orsini.
Il Comune di Amelia si schierò prima con i Colonna, poi con gli Orsini e, dopo complicate vicende, ottenne la giurisdizione su Porchiano. Con il patto di pace venne stabilito che Porchiano non dovesse ricostruire le mura.
Nel 1317 Porchiano si sottomise ad Amelia ed il Sindaco del Castello giurò fedeltà in pace e in guerra. L’atto è del 1318 e questa operazione di sudditanza fu guidata dal Capitano del Popolo Giacomo Colonna.
Nel 1328 Porchiano non volle eleggere il Sindaco designato ad consegnare annualmente la custodia del Castello alla vicina e forte città, in segno di ribellione.
Nel 1376 il Castello venne tolto ad Amelia dalla Chiesa e il priore di San Giovanni Gerosolimitano, ordine cavalleresco religioso, Bartolomeo Caraffa, fu nominato Castellano di Porchiano.
Il Castello tornò ad Amelia durante il pontificato di Bonifacio IX, Pietro Tomacelli.

Giunta alla seconda edizione, la camminata campestre di Pasquetta è lunga nove chilometri e l’iscrizione comprensiva di gadget e di pranzo presso il Parco Mattia costa dodici euro.
La partenza è prevista alle ore dieci, e lungo il percorso si toccheranno le cinque chiese del territorio.
Le iscrizioni presso il Circolo della Pro Loco, che organizza la manifestazione, oppure telefonando al 328 9039702.

Presso la Chiesa Parrocchiale di San Simeone
Giovedì 29 marzo 2018 – Giovedì Santo
Venerdì 30 marzo 2018 – Venerdì Santo
Sabato 31 marzo 2018 – Sabato Santo
Domenica 1 aprile 2018 – Domenica di Pasqua

Pomeriggio di festa a Porchiano del Monte, domenica 25 marzo 2018, per l’inaugurazione di “Alternativa, stile e benessere per i capelli”, di Cristina Chiodi. La titolare e i suoi collaboratori hanno accolto il pubblico con un rinfresco e mostrato la nuova sala, perfettamente arredata.
L’apertura di una nuova attività commerciale è stata salutata con grande interesse da parte degli abitanti, che vedono rivitalizzata una attività storica all’interno del paese. E’ importante sostenerla per rendere il borgo sempre più vivo.
Il reportage è di Salvatore Biondo. (MP)

L’8 marzo 2018, a Spoleto, è nato Brando!
Congratulazioni e auguri ai genitori Lucio e Federica, e alla sorellina Lia, da parte di tutta la comunità porchianese!

La festa del Patrono San Simeone è iniziata a Porchiano, quest’anno, con la celebrazione della Santa Messa da parte di don Salvatore Ferdinandi, presso la chiesa parrocchiale del paese, titolata al Santo stesso.
Un particolare ricordo c’è stato durante la suddetta cerimonia, dopo la scomparsa verificatasi circa sei mesi or sono, sia dell’amatissimo don Mario Santini, parroco del paese per più di 70 anni, sia della stimata ed amata neo-mamma Silvia Barcherini, trentanovenne, deceduta poco dopo aver dato alla luce il suo primogenito.
Durante la funzione è stato letto il testamento spirituale di don Mario Santini, ora trovato fra le sue tante carte dai familiari, portato in esposizione durante l’offertorio, commuovendo l’intera comunità parrocchiale. E’ stato celebrato anche il battesimo di un bambino.
Dopo la messa è stata inaugurata la mostra itinerante “Venti volte San Martino”, che dal 16 al 21 febbraio è stata in esposizione presso la parrocchia di San Simeone di Porchiano ed è promossa dall’associazione “San Martino” in occasione della ricorrenza del suo ventennale. Il direttore della Caritas, Ideale Piantoni, ha presentato la mostra stessa ricordando l’importanza della Carità e l’operato svolto attraverso le Opere Segno della Caritas Diocesana e associazione di volontariato “San Martino”.
E’ seguito un rinfresco nella sala adiacente alla Parrocchia allestita allo scopo dal Gruppo Parrocchiale, in quanto luogo particolarmente amato dalla comunità, poiché era la stanza dove si riunivano i gruppi giovanili e non, con l’amatissimo parroco don Mario Santini.
In questa occasione i nipoti Andrea e Luciano Silvestrelli hanno devoluto i soldi delle raccolte di beneficenza alle tre realtà tanto amate e seguite da don Mario: alla “Casa del Bambino” di Don Alessandro Rossini, legato da un profondo rapporto personale con don Mario; all'”Opera del Duomo di Amelia” dove don Mario è cresciuto e rimasto particolarmente legato in età adulta; alla “Parrocchia di Porchiano”, per soddisfare i bisogni immediati, quale la ristrutturazione della Sala della Confraternita del Sacramento.
Questa giornata, così importante per la comunità di Porchiano, è continuata con l’esecuzione di due concerti: il primo presso la casa di riposo Villa Serena e, a seguire, nella Chiesa Parrocchiale, con un repertorio consono alla giornata di festa che si stava vivendo.
A metà concerto, la vice presidente dell’associazione San Martino ha ricordato i venti anni di solidarietà e dignità della operosa associazione di volontariato, ripercorrendo le principali tappe dei vari progetti realizzati.
Si ringraziano i componenti della Banda Teverina per la disponibilità e gli operatori di Villa Serena per aver preparato un piccolo rinfresco.
La giornata è terminata con una pizzettata di fraternità presso il Parco Mattia, gentilmente offerta dalla Pro Loco di Porchiano.
E’ proprio la sinergia delle varie realtà presenti sul territorio che ha decretato il successo di questa bellissima giornata, vissuta con entusiasmo dalla comunità porchianese.
Certi di altre collaborazioni che ci vedranno protagonisti concludiamo salutando e ringraziando tutti coloro che hanno partecipato.
(Articolo di Nadia Agostini, apparso su Il Banditore di Amelia di marzo 2018)

Fervono gli ultimi preparativi, in piazza III Novembre, al civico 1, per l’apertura di “Alternativa, stile e benessere per i capelli”, di Cristina Chiodi.
Domenica 25 marzo, alle ore diciassette, siete tutti invitati all’inaugurazione! (MP)

A noi di porchianodelmonte.info piace raccogliere e condividere le informazioni relative al nostro piccolo e splendido borgo, rendendole gratuitamente disponibili a tutti e dappertutto: non sono pochi i Porchianesi che vivono fuori e che ci ringraziano per questo servizio che li tiene legati alla propria terra di origine. Per questo motivo siamo sempre in cerca di notizie per poterle poi divulgare, chiedendo a tutti massima collaborazione: ci basta un volantino lasciato nella nostra cassetta postale, o una mail inviata al nostro indirizzo di posta elettronica, oppure anche un messaggio privato alla nostra pagina Facebook (mettendo “mi piace” rimarrete aggiornati!).
Indipendenti da partiti e associazioni, pubblichiamo tutto quello che riguarda il nostro territorio e lo facciamo da più di dieci anni per un totale di quasi quattrocento articoli. Ma non siamo interessati solo all’attualità: anche il nostro passato ci affascina, e per quanto ci è possibile, cerchiamo di mettere in linea pure quello.
Per questo motivo siamo lieti di annunciare che ci sono stati gentilmente donati più di quindici anni di stampa locale, nella quale sarà nostra cura – nelle settimane a venire – rintracciare e pubblicare tutte le notizie che ci hanno riguardato. Un bello scatolone pieno di giornali ci terrà occupati per un po’ di tempo, ma lo faremo volentieri, perché pensiamo che conoscere il presente e il passato sia importante per ogni comunità.
I vecchi articoli che nelle prossime settimane verranno inseriti nel sito, sono visualizzabili cliccando su “Seleziona mese” e poi scegliendo nel menù a tendina gli anni meno recenti. (MP)

Domenica 18 marzo 2018, alle ore sedici e trenta, presso la sala parrocchiale, incontro dedicato alle Opere Segno in carcere promosso dalla Caritas Diocesana e dalla Associazione San Martino.
Interverranno:

Casapound voti 5
Partito Repubblicano 2
Partito Comunista 3
Liberi e Uguali 26
Potere al Popolo 5
Partito Valore Umano 6
Popolo della famiglia 0
10 Volte Meglio 0
Forza Nuova 3
Schede Bianche 2 Schede Nulle 7
Casapound 6
Partito Repubblicano 0
Partito Comunista 3
Liberi e Uguali 24
Potere al Popolo 4
Partito Valore Umano 1
Popolo della famiglia 0
Forza Nuova 0
Schede bianche 1 Schede Nulle 5
(Salvo errori ed omissioni! MP)

“Vo a sbreccià'”, “annamo a sbreccià”, espressione degli anni Cinquanta, un po’ arcaica, per dire che si andava a bonificare i terreni dai ciottoli più o meno grandi, come la breccia, per agevolare le varie operazioni agricole. Terreni di origine alluvionale, formatisi nelle varie ere geologiche, pieni di pietrisco sedimentatosi a causa della continua erosione delle colline che delimitano il bacino. La raccolta veniva fatta da più persone, che avanzavano a ventaglio, precedute da un carro trainato da buoi che serviva da contenitore.
La sbrecciatura era organizzata dal proprietario del fondo o dal mezzadro che lo coltivava; nel caso che riporterò, siamo stati noi ragazzi adolescenti degli anni Cinquanta (Romolo, Bruno, Giovanni, Aldo, Rolando, Lodovico ed altri) a farlo. Quando gli impegni scolastici lo consentivano, il gruppo era sempre organizzato e condotto da Romolo, perché era l’unico a conoscere benissimo il percorso per raggiungere la valle Rignana e i campi dell’omonimo casale, condotto a mezzadria dal nonno Leandro Giontella.
Si andava la mattina di buon’ora e si tornava la sera tassativamente a piedi; la camminata e il pensiero della giornata impegnativa che ci attendeva, non erano di alcun peso. Essere i protagonisti per una giornata intera, disporre liberamente di tanto tempo, ci appagava e ci rendeva immensamente spensierati e felici. Felicità che si completava, a fine mattinata, quando il buon Leandro arrivava con la cesta della merendona piena di cose buone (ricotta, formaggio, prosciutto), sapori e odori a quei tempi molto desiderati, che purtroppo non facevano parte della quotidianità.
I nostri genitori erano certamente al corrente e consenzienti della nostra iniziativa, perché vedevano in essa i primi segni della maturità e della consapevolezza. Avevano compreso che la cinta delle mura castellane del paese era diventata per noi un po’ stretta, e c’era l’occasione per assecondare il desiderio e la necessità di uscirne.
Altri tempi? Sicuramente tempi diversi da quelli attuali: allora bastavano cose semplici come la “sbrecciatura” per renderci contenti e felici; oggi fare quanto descritto sopra sarebbe impossibile, perché denunce e divieti sarebbero infiniti.
Guardo a quel periodo con nostalgia e sono contento di averlo vissuto con pienezza e felicità.
Gli adolescenti di oggi, assediati e prigionieri come sono delle moderne necessità informatiche, potranno dire la stessa cosa?
(Articolo di Aldo Perelli, apparso su Il Banditore di Amelia di Amelia di febbraio 2018)

Puntuale come da previsioni, anche a Porchiano è arrivata l’ondata di freddo siberiano e la conseguente nevicata. A partire da domenica sera, i fiocchi hanno cominciato a cadere copiosi, rendendo ovattato l’aspetto del borgo il giorno dopo, come mostra bene questo reportage fotografico di Salvatore Biondo.
Le scuole sono rimaste chiuse per sicurezza un paio di giorni, e qualche difficoltà si è evidenziata per gli spostamenti delle auto, soprattutto quelle rimaste nei vicoli dove il vento ha accumulato una notevole quantità di neve. Ma è soprattutto il ghiaccio che ha reso tutto più complicato e pericoloso, anche per i pedoni.
Puntuali anche le polemiche sui social, dove qualcuno ha evidenziato una scarsa presenza dell’amministrazione nel pulire le strade, lamentando la mancanza di sale, mentre altri hanno ricordato come con l’amministrazione precedente le cose non fossero andate meglio in una nevicata del passato, e che comunque vista l’eccezionalità dell’accaduto qualche disagio è comunque inevitabile.
Ad ogni modo, entrambe – la neve e le polemiche – sono destinate a sciogliersi al sole per fare spazio all’imminente primavera. (MP)

Martedì 13 febbraio, a partire dalle ore sedici e trenta, l’associazione Noi Amici per Leo, con la partecipazione delle tate del Centro Fedora, presenta la Festa di Carnevale 2018, presso i locali del Circolo.
Una festa in compagnia per un carnevale di allegria!
Dedicata a tutti i grandi e i piccini che vorranno divertirsi insieme: vi aspettiamo con tante sorprese! Merenda per tutti, truccabimbi, tanti giochi.
Se qualcuno volesse contribuire alla merenda, sono ben graditi dolci e bevande, grazie!

Domenica 18 febbraio 2018 si celebra a Porchiano del Monte la festa dedicata a San Simeone Vescovo e Martire. Alle ore dieci verrà celebrata la Santa Messa. Alle sedici e trenta la Banda Teverina intratterrà gli ospiti di Villa Serena. Alle diciassette e quarantacinque, presso la chiesa dedicata al Santo, la Banda eseguirà un concerto. Al termine, alle ore diciannove e trenta, presso il parco Mattia, in un locale riscaldato, la “pizzettata”. E’ gradita la prenotazione chiamando Cristina al 345 4080412.
Dal 16 al 21 febbraio 2018, inoltre, in occasione della ricorrenza, presso la chiesa verrà esposta la mostra itinerante delle Opere Segno della Caritas Diocesana di Terni, Narni ed Amelia, “Venti volte Sanmartino”.
In collaborazione con la Pro Loco.

Si svolge in queste settimane il tesseramento per il nuovo anno della Pro Loco di Porchiano del Monte, la storica associazione locale che si occupa di diverse attività per promuovere il bellissimo borgo del comprensorio amerino. La quota di adesione è rimasta alla portata di tutte le tasche, due euro, ma naturalmente si possono fare anche dei contributi volontari pure in questa occasione. Sono soldi ben spesi, che ritornano sotto forma di iniziative per tutti i gusti. L’anno passato ve ne sono state molte che hanno raggiunto un discreto gradimento da parte della popolazione locale e dei numerosi turisti che visitano Porchiano del Monte. Per chi sta lontano, è anche una forma di solidarietà e vicinanza nei confronti del paese. E può essere anche un gradito regalo ad una persona cara. Infine, essere tesserati con la Pro Loco permette di frequentare locali ed iniziative gestite e promosse dalla stessa in regola con la legge.
E’ possibile tesserarsi presso il Circolo, che si trova dietro all’Ufficio Postale. (MP)

Si sono conclusi nei giorni scorsi alcuni lavori di ricopertura della copertina deteriorata in una parte delle mura di Porchiano. Andata deserta la gara di appalto indetta nei mesi precedenti, sono stati gli operai del Comune a provvedere all’opera, avendo cura di mantenere le stesse caratteristiche delle parti attigue. Un lavoro che a detta dello stesso assessore Avio Proietti Scorsoni, con le risorse limitate, ha avuto soltanto lo scopo di proteggere la struttura sottostante in pietra dal dilavamento della pioggia, rimandando a tempi migliori interventi più incisivi.
Ecco i dati tecnici del lavoro: lunghezza della copertina rifatta ml 52, larghezza circa cm 50/60. Spessore circa cm 12. Liquido antigelivo nell’impasto di sabbia e cemento. Rete con maglia sottile per armatura. Inizio lavori 15.11.2017. Fine lavori 10.01.2018. Ammontare dell’appalto andato deserto circa € 3.000,00. Spese sostenute in economia circa € 1.000,00.
La vicenda ha avuto una coda polemica all’interno dei social, che vogliamo raccontare a beneficio di chi non li frequenta.
All’indomani dell’inizio dei lavori, avvenuti in un contesto di temperature particolarmente rigide, qualcuno ha avanzati dubbi sul fatto che il materiale con il gelo avrebbe potuto o meno resistere.
E’ stato Luciano Ghersi, istrionico artista che vive in paese, noto in queste ultimi mesi per le sue gustose interpretazioni teatrali di Jacopone da Todi, ad esprimere pubblicamente i propri dubbi scrivendo con dei gessetti colorati, sul manufatto, “Cemento diacciato, lavoro rovinato”, avendo cura di utilizzare un materiale che con la pioggia si sarebbe velocemente dissolto (come è stato dopo poche ore) e firmando con nome e cognome il proprio gesto di dissenso. Nessun danno quindi per la struttura, ma una protesta originale e civile, che può piacere o non piacere ma che comunque fuor di dubbio nessuna conseguenza ha provocato e presto si è cancellata.
Non si può dire la stessa cosa per l’anonimo estensore di una analoga protesta che è avvenuta qualche giorno dopo: costui con un oggetto appuntito ha inciso sul cemento fresco un infantile e sciocco “Fa schifo”, e forse ha anche dato un paio di martellate ai sassi, ben guardandosi dal rivelare la propria identità.
Due proteste dunque, che a prescindere dal fatto che fossero motivate o meno (l’assessore ha precisato successivamente che il materiale utilizzato conteneva antigelo e che la modaltà di esecuzione era simile a quelle precedenti), più diverse tra loro non potevano essere: atto gigionesco e firmato di inoffensiva protesta il primo, vero e proprio anonimo vandalismo il secondo.
E qui è successo il patatrac: con un comunicato sui social, l’assessore ha avuto parole dure per i due episodi, non separandoli come sarebbe stato meglio fare (burla inoffensiva la prima, atto di vandalismo il secondo) condannandoli entrambi e chiedendo espressamente ai propri collaboratori di non cancellare il secondo (il primo come s’è detto era già dissolto naturalmente) a “testimoniare l’inciviltà e la maleducazione e di chi non ha rispetto per il lavoro degli altri.”
Ovviamente, scrivendo queste cose sui social, si sono scatenati tutta una serie di commenti più o meno sgradevoli nei confronti della comunità porchianese, dipinta senza troppi giri di parole come composta da vandali ed incivili. E’ ben comprensibile quindi l’indignazione che gli abitanti del borgo hanno provato leggendo queste cose, e considerato che mai un ordine di questo tipo, (cioè di lasciare il vandalismo a monito per il futuro), era stato dato in precedenza in qualsiasi altra parte dell’Amerino – dove purtroppo i piccoli gesti di vandalismo fanno parte come ovunque di una prassi quasi quotidiana – si può ben comprendere quanto sia stato lo sconcerto di tutti.
Le risposte non sono mancate, a difesa della comunità. Con l’impegno, se l’Amministrazione avesse perseguito in questo originale intento per così dire educativo e punitivo, di provvedere con le proprie risorse a cancellare l’atto vandalico, rivendicando una antica attitudine a fare da sé.
Per fortuna, passata qualche ora, e riflettendo forse sulle parole di troppo scritte in precedenza, l’assessore Avio Proietti Scorsoni ha posto fine alle polemiche sui social, scrivendo “Sento il dovere di esprimere la mia stima per gli abitanti di Porchiano. Senza considerare i rapporti cordiali che ogni giorno condivido con alcuni di loro. Ho sempre ammirato la Comunità porchianese per le importanti attività sociali che vi risiedono. Tutto ciò non è stato minimamente scalfito dal comportamento censurabile di una persona. A breve sarà ripristinata la copertina danneggiata”.
Come poi è stato fatto. (MP)

Sbarca nell’Amerino e inizia da Porchiano grazie al consigliere comunale Romano Banella e con la collaborazione dei negozianti del borgo la campagna promossa da Ecologic Point per la riduzione degli imballaggi.
Il sistema è semplice: i clienti dei negozi, dopo aver firmato una liberatoria, potranno portare da casa un contenitore dove mettere il cibo acquistato, evitando di utilizzare buste e contenitori a perdere.
Il vantaggio per l’ambiente è enorme e con questa buona pratica si possono ridurre di molto i materiali che finiscono in discarica o che comunque devono essere continuamente prodotti, con beneficio anche economico (molti di questi contenitori usa e getta, si pagano al momento dell’acquisto).
L’invito è di partecipare a questa iniziativa! (MP)

Domenica 21 gennaio, alle ore dieci, presso la Chiesa di Santa Cristina, messa e successiva benedizione degli animali, in occasione della Festa di Sant’Antonio.
Al termine, rinfresco a cura della Pro Loco.

E’ una esperienza raccontata da Gaetano Polzonetti, oggi arzillo novantenne, vissuta personalmente nell’ultimo periodo del fascismo. Come in tutte le province italiane, quell’estate anche a Terni venne organizzato dai gerarchi del regime un raduno di ragazzi appartenenti alle categorie Piccoli Balilla e Avanguardisti, rispettivamente compresi tra gli anni 8-14 e 15-18. Ragazzi che in seguito entravano come giovani fascisti nei fasci giovanili di combattimento per essere poi infine accolti a 21 anni nel partito. Organizzati e guidati da Sante Silvestrelli, Porchiano partecipò a quell’evento con un nutrito gruppo di ragazzi. Il nostro Gaetano, pur avendo un’età che gli consentiva di essere inserito tra gli Avanguardisti, considerata la modesta statura sfilò con i Piccoli Balilla.
Il raduno ebbe grande successo perché sfilò da Piazza Tacito a Piazza del Popolo, con tanto di inni, fanfare, bandiere, gagliardetti e stendardi. Al termine poi, come prevedeva il programma, furono condotti in un campeggio presso Piediluco, per trascorrere alcuni giorni di vita comunitaria con relativo indottrinamento. Dopo soltanto una notte di campeggio però, successe qualcosa che gli organizzatori sicuramente non avevano previsto: Gaetano con il suo amico Gogliardo Venturini, detto “Pisello”, fuggirono a piedi, per fare ritorno a Porchiano.
Le immediate ricerche fatte anche con le biciclette non ebbero successo, e i nostri fuggiaschi si fermarono soltanto a Fornole dove passarano la notte ospiti della zia di Gaetano, Genovina Agabiti. Raggiunsero Porchiano il giorno seguente, ma impauriti dalle ricerche e dal clamore che la loro fuga aveva provocato, fuggirono ancora e si nascosero nel campanile della chiesa parrocchiale di San Simeone. Scesero da quel nascondiglio soltanto quando la fame (allora, sicuramente non mancava), fu loro benigna consigliera.
Accusati di diserzione e di tradimento, inevitabilmente per lungo tempo dovettero subire il linciaggio morale in modo inesorabile. Immediatamente vennero tolte loro le divise, isolati dalla vita sociale del paese, e additati come esempio ignobile dalla stampa e in ogni cerimonia pubblica che ne desse l’opportunità. Certamente furono conseguenze figlie della politica e di una generale mentalità in cui la libertà del singolo, spesso soccombeva a schemi fissi e a ideologie autoritarie.
A distanza di poco tempo da quella vicenda, Gaetano e Gogliardo vennero completamente riabilitati, perché gli avvenimenti drammatici e folli negli anni che seguirono, resero loro giustizia e dettero pienamente ragione.
Quell’atto di disobbedienza non fu altro che il desiderio inappagato di libertà.
(Articolo di Aldo Perelli, apparso su Il Banditore di Amelia di dicembre 2017)

Parrocchia di San Simeone
Domenica 24 dicembre
Lunedì 25 dicembre
I Sacerdoti e il Consiglio Parrocchiale augurano un Santo Natale!

Ecco il programma della visita pastorale a Porchiano del Monte:
Giovedì 7 dicembre
Venerdì 8 dicembre
Sabato 9 dicembre
Domenica 10 dicembre

Parte in questi giorni il lavoro di riordino dell’Archivio Storico del Comune di Amelia, che comprende al suo interno anche l’Archivio Storico preunitario dell’ex Comune di Porchiano del Monte (confluito in quello di Amelia all’inizio del secolo scorso).
Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attraverso il Centro Studi Storici di Terni. L’obiettivo è quello di digitalizzare, inventariare e mettere a disposizione un gran numero di documenti che saranno molto utili per ricostruire la storia delle nostre famiglie. (MP)