La 1000 Miglia passa da Porchiano!

La 1000 Miglia è una gara di regolarità per auto d’epoca che celebra l’omonima competizione automobilistica stradale che fu tenuta fra il 1927 ed il 1957. Il tracciato si snoda lungo la penisola, parte da Brescia, tocca Roma e torna nella città lombarda dopo aver percorso circa 1600 km, che equivalgono a 1000 miglia imperiali, da cui il nome alla gara.

Definita da Enzo Ferrari “La corsa più bella del mondo”, nell’edizione di quest’anno tocca molte località amerine: proveniente da Orvieto, passa per Baschi, Montecchio, Lugnano e giunge ad Amelia nel pomeriggio di oggi, dove si terranno diverse manifestazioni.

Anche Porchiano sarà toccata dal passaggio delle vetture, che transiteranno lungo la ex statale 205 Amerina, nei pressi del “bivio”, nel pomeriggio.

Umanità senza sbarre

Nel pomeriggio di domenica 18 marzo, nella sala parrocchiale di Porchiano del Monte, la Caritas ha incontrato la comunità locale per raccontare le tante attività che l’associazione “San Martino”, braccio esecutivo della Caritas, esplica sul territorio ternano. Tra tutte, quelle svolte da quindici anni presso la Casa Circondariale di Terni.

Se la povertà aumenta tragicamente nel ternano e nuove indigenze richiedono l’attenzione umana dei volontari della Caritas, l’esperienza nel carcere insegna che la speranza può entrare in ogni luogo e alleviare la condizione umana più disperata.

L’uomo, e soprattutto l’uomo che ha abbracciato la fede cristiana, è chiamato a rivolgere uno sguardo di compassione e prestare soccorso. Qusto è stato narrato dal direttore Ideale Piantoni, da Nadia Agostini e dalla giovane Valeria Mazzoccanti, che hanno sottolineato come l’ascolto sia la risposta più efficace e toccante, e come le piccole azioni di supporto allevino la condizione di una società che deve sempre più confrontarsi con la solitudine.

La testimonianza di Sergio Pera, impiegato da 35 anni presso la Casa Circondariale di Terni, ha arricchito il messaggio di fatti concreti e di un agire quotidiano fra detenuti che una volta entrati fra le mura del carcere restano uomini e come tali devono essere visti. La privazione della libertà personale deve essere considerata l’unica loro  pena: dignità e speranza restano invece prerogativa della loro umanità.

(Articolo a firma Consiglio Pastorale Porchiano del Monte, pubblicato su Il Banditore di Amelia di aprile 2018, trascritto da Marcello Paolocci)

Santa Cristina – Maggio 2018

Le campanule in fiore tra i vicoli di Porchiano, ci ricordano che tra pochi giorni è la festa di Santa Cristina. La Parrocchia, in collaborazione con la Pro Loco, ha organizzato questi eventi:

Giovedì 10 maggio 2018

  • 11.00 presso la Chiesa di Santa Cristina, celebrazione della Messa.
  • 18.00 presso la Chiesa Parrocchiale, celebrazione della Messa e a seguire processione accompagnata dalla Banda della Teverina.
  • Al termine della processione, premiazione dei dolci nell’ambito della gara “Un dolce per Cristina”, e momento conviviale. I dolci vanno consegnati entro le 15.00 di giovedì 10 maggio.

Venerdì 11 maggio 2018

  • 18.00 presso la Chiesa di Sant’Antimo, celebrazione della Messa.
  • Al termine della Messa, saremo allietati dalla Banda della Teverina e da un piccolo rinfresco. Chi avesse problemi a raggiungere la Chiesa di Sant’Antimo, può contattare gli organizzatori per un eventuale trasporto.

Siete tutti invitati per condividere con gioia queste feste.

Primo maggio a Porchiano!

Trascorrere la festa del lavoro a Porchiano del Monte, è ormai una importante tradizione consolidata per tutto l’Amerino. Anche quest’anno, il Primo maggio, nel verde del Parco Mattia, la Pro Loco ha organizzato un un programma per trascorrere insieme una giornata di festa e riflessione su questo importante tema.

Questo il programma: alle nove aprirà lo stand gastronomico; alle dieci presso gli impianti sportivi il torneo di tennis con padelle; alle dieci e trenta in paese ci sarà il concerto della Banda Musicale della Teverina; alle tredici il pranzo (prenotazione: Giovanni 347 2805592); alle quindici esibizione della Banda Musicale della Teverina; alle sedici e trenta commemorazione al monumento dedicato a Mattia Giurelli e deposizione floreale; dalle sedici in poi giochi popolari e a seguire serata danzante con William Pasini.

Non mancate! (MP)

Cercasi ristoratore!

Porchiano del Monte è un posto ideale per aprire una nuova attività di ristorazione.

Il luogo è stupendo: un panorama sulla valle del Tevere che lascia incantati, e dall’altra parte, sui monti Amerini, che toglie il respiro. Amelia rimane là, sullo sfondo. Ma anche il Terminillo, gli ultimi paesi  del sud dell’Umbria e quelli dislocati nel nord della Tuscia. Compiere il giro delle mura, a 360 gradi, è di una piacevolezza unica.

Nessun problema di parcheggio: il piazzale antistante il paese è ampio e non vi sono limitazioni di sorta.

Porchiano è vicino all’uscita autostradale di Attigliano, sulla Firenze – Roma: vicino abbastanza per raggiungerla ed essere raggiunto velocemente; ma piuttosto lontano per non subirne né il rumore del traffico, né l’inquinamento. Da Roma, Porchiano si raggiunge in poco più di un’ora. Una gita fuori porta di grande piacevolezza.

Il borgo è anche lambito dalla statale Amerina, importante via di collegamento tra Narni, Amelia e l’Orvietano, percorsa nel fine settimana da moltissimi visitatori.

I turisti che arrivano nel borgo, chiedono sempre agli abitanti dove possono mangiare. Ma non trovano nulla e devono spostarsi negli altri paesi.

Qui la cucina è una grande tradizione. In Umbria si mangia bene, e nell’Amerino ci sono delle eccellenze indimenticabili. Non parlo solo di prodotti come la fava cottora, che è un presidio Slow Food; ma anche di prodotti naturali che qui trovano il loro habitat migliore: solo per citare due esempi, la variegata cicoria di campo, e gli asparagi selvatici, vere prelibatezze dei nostri campi, e che sono a disposizione di tutti. La pasta fatta in casa! Cereali, legumi, verdura e frutta di altissima qualità. Un olio locale proveniente da eccellenti varietà di olivi centenari. Il vino, che viene ancora prodotto con cura nelle cantine all’interno del paese.

Chi volesse aprire qui un’attività di ristorazione, troverebbe anche personale giovane e sveglio per la cucina e la sala.
Ci sono immobili in vendita, anche da ristrutturare a proprio piacimento, che sono ideali per un’attività di questo tipo. E alcuni con un gradevole spazio all’aperto.

Che aspettate? Chi prima arriva, fa un affare. (MP)

Considerazioni sulla storia di Porchiano

In varie pubblicazioni cartacee e su alcuni siti web, è raccontato che la fondazione di Porchiano è riconducibile a quattro famiglie (Ercolani, Panezi, Peracchini e Corsi) giunte dalla Corsica. La considero una tesi ragionevolmente non attendibile, perché in tanti secoli di storia non è possibile che nessuno dei quattro ceppi dinastici non si sia estinto. È probabile che sia una storia/leggenda riconducibile al medio evo, quando guerre e pestilenze decimando intere popolazioni resero necessario un rapido ripopolamento. Necessità che castelli come Foce e Sambucetole in particolare fronteggiarono, accogliendo moltissime famiglie slave.

Da un accurato studio fatto sulle “Riformanze” della città di Amelia, da Frezza, Spagnoli, Quadraccia, Cerasi, riportato poi nei loro Almanacchi, e nelle più recenti Effemeridi del notaio Spagnoli, non c’è nessuna traccia delle quattro famiglie. Esse compaiono nella vita parrocchiale delle Confraternite, soltanto a partire dal XVII° secolo.

L’origine del paese probabilmente è riconducibile ad un accampamento militare romano (Phorziam Castrum), che poi servì come rifugio agli scampati di alcuni centri mal protetti come quelli di Agogliano e Luchiano; luogo quello del Castrum che era stato scelto proprio perché ben si adattava allo scopo difensivo. A causa della discesa di numerosi eserciti barbari (495/goti, 579/longobardi), e anche dei Bizantini (592) che a più riprese marciarono su Roma, passando per la via Amerina che costeggiava le nostre zone, questi piccoli centri pian piano persero la loro importanza fino a scomparire.

Per avere un po’ di chiarezza sull’antichità di Porchiano, credo che sia opportuno prendere in attenta considerazione due importanti documenti a noi pervenuti:

1°- è una pergamena del (1160) conservata nell’archivio comunale di Amelia, che è un rogito notarile stipulato in Luchiano tra la comunità Porchianese e quella Lugnanese in cui si legge che il 2 Giugno, di sabato, in Luchiano, sullo “spiazzo” davanti alla casa di Tuscolo, alla presenza di 3 Consoli della Città di Amelia, dell’Abate e di 4 Presbiteri dell’Abazia di S.Secondo, di 7 Presbiteri della Chiesa Cattedrale di Amelia, di numerosi Chierici delle predette Chiese, di 9 testimoni, del Notaro Berardo, di Lugnanesi, di Porchianesi e di tutti gli abitanti di Luchiano, prendeva la parola tale Lotario figlio del fu Bonifazio, di Rabarto. […]

2°- è una notizia tratta dalle Riformanze Amerine del 1416 (pg. 158), in cui si accenna ad una torre di difesa fatta costruire in paese, dal Pontefice Leone IV (847-855), distrutta poi per rappresaglia su delibera dello stesso comune, proprio nella data sopra citata.

È probabile che nella nostra zona ci sia stata anche una importante presenza agricola romana. Forse un allevamento di maiali per sfruttare i nostri boschi ricchi di ghiande, come ipotizza F. Masciovecchio? Il ritrovamento di molte monete romane, la fertilità del luogo, la vicinanza alla riva sinistra del Tevere assai frequentata dai romani, l’esistenza di alcuni ruderi non ancora datati ma che la tradizione orale ci ha trasmesso come “Porchiano Vecchio”, con un po’ di azzardo mi fanno pensare alla zona di Palliccio.

A prescindere, la storia di Porchiano è come un grande mosaico da ricomporre, i cui tasselli sono sparsi un po’ ovunque (Archivio Vescovile, Diocesano, Parrocchiale, Vaticano, Lateranense, Comunale, e quello di Stato in cui sembra siano confluiti anche quelli delle famiglie storiche dei Cansacchi e dei Farrattini).

1°(*)- dal libro (1981) “ Quando l’Amore è Grande”, del compianto Don Sandro Bigi. È uno studio storico e archeologico molto approfondito e serio, sulla vita di S.Fermina e Olimpiade vissuti a cavallo del III/IV° secolo a Luchiano ed Amelia.

2°(*)- dagli “Statuti di Porchiano” , tesi di laurea della dott.sa Lella Tiranti nell’anno accademico 1970/71. Trattasi di una ricerca storica molto capillare che tramite le “Riformanze Amerine” e gli “Statuti di Porchiano” (1378/1449), consente di farci conoscere dettagliatamente e con assoluta verità storica, la vita sociale, economica,militare e religiosa del nostro antico castello.

(Testo di Aldo Perelli)