Cercasi ristoratore!

Porchiano del Monte è un posto ideale per aprire una nuova attività di ristorazione.

Il luogo è stupendo: un panorama sulla valle del Tevere che lascia incantati, e dall’altra parte, sui monti Amerini, che toglie il respiro. Amelia rimane là, sullo sfondo. Ma anche il Terminillo, gli ultimi paesi  del sud dell’Umbria e quelli dislocati nel nord della Tuscia. Compiere il giro delle mura, a 360 gradi, è di una piacevolezza unica.

Nessun problema di parcheggio: il piazzale antistante il paese è ampio e non vi sono limitazioni di sorta.

Porchiano è vicino all’uscita autostradale di Attigliano, sulla Firenze – Roma: vicino abbastanza per raggiungerla ed essere raggiunto velocemente; ma piuttosto lontano per non subirne né il rumore del traffico, né l’inquinamento. Da Roma, Porchiano si raggiunge in poco più di un’ora. Una gita fuori porta di grande piacevolezza.

Il borgo è anche lambito dalla statale Amerina, importante via di collegamento tra Narni, Amelia e l’Orvietano, percorsa nel fine settimana da moltissimi visitatori.

I turisti che arrivano nel borgo, chiedono sempre agli abitanti dove possono mangiare. Ma non trovano nulla e devono spostarsi negli altri paesi.

Qui la cucina è una grande tradizione. In Umbria si mangia bene, e nell’Amerino ci sono delle eccellenze indimenticabili. Non parlo solo di prodotti come la fava cottora, che è un presidio Slow Food; ma anche di prodotti naturali che qui trovano il loro habitat migliore: solo per citare due esempi, la variegata cicoria di campo, e gli asparagi selvatici, vere prelibatezze dei nostri campi, e che sono a disposizione di tutti. La pasta fatta in casa! Cereali, legumi, verdura e frutta di altissima qualità. Un olio locale proveniente da eccellenti varietà di olivi centenari. Il vino, che viene ancora prodotto con cura nelle cantine all’interno del paese.

Chi volesse aprire qui un’attività di ristorazione, troverebbe anche personale giovane e sveglio per la cucina e la sala.
Ci sono immobili in vendita, anche da ristrutturare a proprio piacimento, che sono ideali per un’attività di questo tipo. E alcuni con un gradevole spazio all’aperto.

Che aspettate? Chi prima arriva, fa un affare. (MP)

Considerazioni sulla storia di Porchiano

In varie pubblicazioni cartacee e su alcuni siti web, è raccontato che la fondazione di Porchiano è riconducibile a quattro famiglie (Ercolani, Panezi, Peracchini e Corsi) giunte dalla Corsica. La considero una tesi ragionevolmente non attendibile, perché in tanti secoli di storia non è possibile che nessuno dei quattro ceppi dinastici non si sia estinto. È probabile che sia una storia/leggenda riconducibile al medio evo, quando guerre e pestilenze decimando intere popolazioni resero necessario un rapido ripopolamento. Necessità che castelli come Foce e Sambucetole in particolare fronteggiarono, accogliendo moltissime famiglie slave.

Da un accurato studio fatto sulle “Riformanze” della città di Amelia, da Frezza, Spagnoli, Quadraccia, Cerasi, riportato poi nei loro Almanacchi, e nelle più recenti Effemeridi del notaio Spagnoli, non c’è nessuna traccia delle quattro famiglie. Esse compaiono nella vita parrocchiale delle Confraternite, soltanto a partire dal XVII° secolo.

L’origine del paese probabilmente è riconducibile ad un accampamento militare romano (Phorziam Castrum), che poi servì come rifugio agli scampati di alcuni centri mal protetti come quelli di Agogliano e Luchiano; luogo quello del Castrum che era stato scelto proprio perché ben si adattava allo scopo difensivo. A causa della discesa di numerosi eserciti barbari (495/goti, 579/longobardi), e anche dei Bizantini (592) che a più riprese marciarono su Roma, passando per la via Amerina che costeggiava le nostre zone, questi piccoli centri pian piano persero la loro importanza fino a scomparire.

Per avere un po’ di chiarezza sull’antichità di Porchiano, credo che sia opportuno prendere in attenta considerazione due importanti documenti a noi pervenuti:

1°- è una pergamena del (1160) conservata nell’archivio comunale di Amelia, che è un rogito notarile stipulato in Luchiano tra la comunità Porchianese e quella Lugnanese in cui si legge che il 2 Giugno, di sabato, in Luchiano, sullo “spiazzo” davanti alla casa di Tuscolo, alla presenza di 3 Consoli della Città di Amelia, dell’Abate e di 4 Presbiteri dell’Abazia di S.Secondo, di 7 Presbiteri della Chiesa Cattedrale di Amelia, di numerosi Chierici delle predette Chiese, di 9 testimoni, del Notaro Berardo, di Lugnanesi, di Porchianesi e di tutti gli abitanti di Luchiano, prendeva la parola tale Lotario figlio del fu Bonifazio, di Rabarto. […]

2°- è una notizia tratta dalle Riformanze Amerine del 1416 (pg. 158), in cui si accenna ad una torre di difesa fatta costruire in paese, dal Pontefice Leone IV (847-855), distrutta poi per rappresaglia su delibera dello stesso comune, proprio nella data sopra citata.

È probabile che nella nostra zona ci sia stata anche una importante presenza agricola romana. Forse un allevamento di maiali per sfruttare i nostri boschi ricchi di ghiande, come ipotizza F. Masciovecchio? Il ritrovamento di molte monete romane, la fertilità del luogo, la vicinanza alla riva sinistra del Tevere assai frequentata dai romani, l’esistenza di alcuni ruderi non ancora datati ma che la tradizione orale ci ha trasmesso come “Porchiano Vecchio”, con un po’ di azzardo mi fanno pensare alla zona di Palliccio.

A prescindere, la storia di Porchiano è come un grande mosaico da ricomporre, i cui tasselli sono sparsi un po’ ovunque (Archivio Vescovile, Diocesano, Parrocchiale, Vaticano, Lateranense, Comunale, e quello di Stato in cui sembra siano confluiti anche quelli delle famiglie storiche dei Cansacchi e dei Farrattini).

1°(*)- dal libro (1981) “ Quando l’Amore è Grande”, del compianto Don Sandro Bigi. È uno studio storico e archeologico molto approfondito e serio, sulla vita di S.Fermina e Olimpiade vissuti a cavallo del III/IV° secolo a Luchiano ed Amelia.

2°(*)- dagli “Statuti di Porchiano” , tesi di laurea della dott.sa Lella Tiranti nell’anno accademico 1970/71. Trattasi di una ricerca storica molto capillare che tramite le “Riformanze Amerine” e gli “Statuti di Porchiano” (1378/1449), consente di farci conoscere dettagliatamente e con assoluta verità storica, la vita sociale, economica,militare e religiosa del nostro antico castello.

(Testo di Aldo Perelli)

Abbattuti i cedri: il comunicato dell’Assessore

Puntuale è arrivato il comunicato dell’Assessore all’Ambiente Avio Proietti Scorsoni, a proposito dei cedri abbattuti. Comunicato che pubblichiamo integralmente. (MP)

Oggi sono stati tagliati gli ultimi tre grandi Cedri del Libano adiacenti la Via Carlo Alberto, fronte Ufficio Postale, il primo è stato abbattuto lunedì 9 Aprile.
Siamo stati costretti a farlo per i probabili danni che gli alberi avrebbero potuto arrecare a persone e cose.
L’iter è iniziato, da diverso tempo, con le segnalazioni di alcuni cittadini e dal successivo controllo eseguito dal ns Agronomo Dott. Maurizio Borseti il quale ha relazionato lo stato degi alberi. A seguire è stata richiesta l’ Autorizzazione Paesaggistica alla Soprintendenza trattandosi di Zona Vincolata.

E’ previsto il reimpianto di un numero equivalente di essenze arboree autoctone, per la loro localizzazione si procederà quanto prima ad una verifica per stabilire se ricollocarle sullo stesso posto oppure in altro luogo. In ogni caso verranno poste a dimora alberi con caratteristiche vegetative tali da non riproporre le problematiche generate dalle piante tagliate.
Al riguardo il nostro Consigliere Gianni Gatti, già da diversi giorni ha preso contatti con l’ Agenzia Forestale per reperire un numero sufficiente di alberi sia per la Frazione di Porchiano che per le altre.

Vorrei assicurare che il verde, specialmente nelle zone urbanizzate, sta a cuore anche a chi scrive, però non possiamo non subordinarlo alla pubblica incolumità, quando ne ricorrano le probabilità di rischio.
Altri abbattimenti dobbiamo eseguirli anche nelle altre frazioni e nello stesso capoluogo, è già stata redatta una scala delle priorità da rendere compatibile anche con la disponibilità dei ns operai aggiungo “TUTTO FARE” (che non mi stanco di ringraziare) è evidente che nei casi di emergenza ci rivolgiamo anche ad altri operatori e/o ai VV.FF..

Non sottoporremo mai la SICUREZZA all’aspetto economico ne ad altre, seppure condivisibili, considerazioni.

(Assessore All’Ambiente)

Abbattuti i cedri

Questa mattina, alcuni operai incaricati dal Comune di Amelia, hanno provveduto ad abbattere gli ultimi tre dei quattro maestosi cedri davanti all’Ufficio Postale. Il primo dei quattro era stato tagliato nei giorni scorsi.

Il taglio è stato probabilmente causato dalla presenza delle radici in superficie, che avevano notevolmente rialzato l’asfalto, creando problemi per le automobili. Secondo un esperto forestale intervenuto nelle discussioni sui social, il cedro di per sé non è una pianta che crea questi problemi, avendo una radice a fittone. I problemi si possono verificare quando – e forse questo è il caso – per scarsa disponibilità del suolo e per eccessiva copertura della superficie, le radici non scendono in profondità.

Lo stesso esperto ha ricordato come la specie abbattuta appartenesse alla Tabella A – piante sottoposte a tutela – come previsto dalla L.R. 28/2011 Regione Umbria. Nello stesso regolamento secondo l’art. 13 , al comma 2 si afferma che l’abbattimento e lo spostamento delle piante possono essere autorizzati esclusivamente per evitare il danneggiamento di opere esistenti, sia pubbliche che private, per accertata compromissione dello stato vegetativo, nonché per inderogabiliesigenze di pubblica utilità o incolumità. Il comma 4 aggiunge che le autorizzazioni all’abbattimento sono rilasciate dall’ente competente per territorio previo sopralluogo che accerti l’impossibilità di soluzioni tecniche alternative e sono subordinate al reimpianto di esemplari appartenenti a specie indicate nel regolamento di attuazione, secondo modalità, tempi e quantità da individuare nell’atto di autorizzazione stesso.

Secondo l’esperto infine, il problema è anche “ la cattiva progettazione e la scarsa conoscenza delle piante forestali“. Altri cittadini hanno lamentato lo scarso coinvolgimento della popolazione in queste decisioni, criticando il fatto che spesso si risolvono i problemi con gli abbattimenti (e qui il pensiero è andato al vecchio lavatoio).

L’auspicio di tutti è che le piante abbattute vengano presto rimpiazzate. (MP)

Nuova modalità di recapito degli invii postali a Porchiano

A Porchiano del Monte, come in  altre zone d’Italia, a partire da aprile di quest’anno, gli invii postali verranno consegnati a giorni lavorativi alterni: lunedì, mercoledì e venerdì nella prima settimana; martedì e giovedì nella settimana successiva, alternandosi fra loro.

Il nuovo modello – si legge in un volantino consegnato da Poste Italiane alle famiglie porchianesi nei giorni scorsi – interesserà anche la raccolta degli invii postali dalle cassette d’impostazione, che verrà effettuata con la stessa frequenza.

In altre parole, la posta verrà consegnata meno spesso, e altrettanto meno spesso verrà raccolta quella in partenza. (MP)

Mostra dinosauri: comunicato del Movimento 5 Stelle

A proposito delle polemiche sorte in questi giorni, sulla possibilità che a Porchiano tornasse la  mostra sui dinosauri che tanto successo aveva avuto l’anno scorso, pubblichiamo il comunicato del Movimento 5 Stelle e siamo a disposizione per pubblicare anche altri contributi. (MP)

Riguardo la vicenda dell’ esposizione di Dinosauri, il M5S di Amelia esprime le dovute perplessità per l’ennesima occasione persa da parte dei nostri amministratori, che tacciono in merito a questo argomento.

Sappiamo che a gennaio 2018, il proprietario dell’esposizione tramite la sua segretaria ha contattato l’Associazione “Noi Amici per Leo”, gestore dell’area ove si era svolta la precedente mostra, proponendo un nuovo evento, forte dell’enorme numero di visitatori (oltre 22000) che avevano letteralmente invaso il nostro territorio lasciando denaro sonante anche nelle casse delle strutture ricettive amerine; l’evento si sarebbe svolto nel periodo compreso tra marzo e maggio 2018.

I rappresentatnti dell’Associazione Porchianese si dimostravano immediatamente d’accordo, e l’organizzatore si rivolgeva quindi al Comune di Amelia, Ente al quale spetta l’ultima decisione.
Sicuramente ci sono stati dei tentennamenti prolungati nella trattativa tra proprietario e Amministrazione, a tal punto che l’organizzatore in data 22 marzo contattava nuovamente l’Associazione “Noi Amici per Leo” dicendo che aveva deciso di cambiare tour e che quindi non se ne sarebbe fatto nulla ad Amelia.

Fin qui la vicenda ricostruita da noi; sarebbe opportuna una spiegazione da parte della nostra amministrazione, perché di sicuro c’è solamente la volontà degli organizzatori di riproporre un evento difficilmente ripetibile altrimenti nei numeri per il nostro territorio, unita alla mancata realizzazione di tale evento, di certo non per volontà del proprietario, tanto meno dell’Associazione “Noi Amici per Leo”.

Oltretutto a rimanere penalizzata è nuovamente la frazione di Porchiano, i cui abitanti da sempre si sono contraddistinti per abnegazione e volontariato a favore del proprio paese, ma le ultime decisioni prese dall’amministrazione corrente (assenza di opere previste nel piano triennale, dimezzamento dei fondi per la locale squadra di calcio, intervento tardivo di sgombro stradale post nevicata, etc. etc.), sembrano seguire una logica precisa.

Il Gruppo Consiliare del M5S Amelia

Romano Banella
Gianfranco Chieruzzi

Il castello di Porchiano nel Medioevo

Porchiano, o Castrum Fortiano, VI secolo d.C., era uno dei diciotto castelli del territorio di Amelia, che cercò di mantenere a lungo la sua libertà difendendosi dai potenti vicini. Probabilmente fu devastato dai Monaldeschi di Orvieto nel 1237, perché si era alleato con Amelia contro Lugnano, già alleato di Orvieto.

Il Castello era legato ai signori di Alviano e al Comune di Amelia, anche per i comuni interessi economici, come è provato dai documenti di archivio, tra il 1266 e i primi anni del 1300. Non mancarono aspre lotte fra gli Amerini e gli abitanti di Porchiano, lotte nate ed alimentate dalle tensioni fra i Colonna e gli Orsini.

Il Comune di Amelia si schierò prima con i Colonna, poi con gli Orsini e, dopo complicate vicende, ottenne la giurisdizione su Porchiano. Con il patto di pace venne stabilito che Porchiano non dovesse ricostruire le mura.

Nel 1317 Porchiano si sottomise ad Amelia ed il Sindaco del Castello giurò fedeltà in pace e in guerra. L’atto è del 1318 e questa operazione di sudditanza fu guidata dal Capitano del Popolo Giacomo Colonna.
Nel 1328 Porchiano non volle eleggere il Sindaco designato ad consegnare annualmente la custodia del Castello alla vicina e forte città, in segno di ribellione.
Nel 1376 il Castello venne tolto ad Amelia dalla Chiesa e il priore di San Giovanni Gerosolimitano, ordine cavalleresco religioso, Bartolomeo Caraffa, fu nominato Castellano di Porchiano.

Il Castello tornò ad Amelia durante il pontificato di Bonifacio IX, Pietro Tomacelli.

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Camminata campestre di Pasquetta

Giunta alla seconda edizione, la camminata campestre di Pasquetta è lunga nove chilometri e l’iscrizione comprensiva di gadget e di pranzo presso il Parco Mattia costa dodici euro.
La partenza è prevista alle ore dieci, e lungo il percorso si toccheranno le cinque chiese del territorio.
Le iscrizioni presso il Circolo della Pro Loco, che organizza la manifestazione, oppure telefonando al 328 9039702.

Pasqua 2018: il programma delle manifestazioni religiose

Presso la Chiesa Parrocchiale di San Simeone

Giovedì 29 marzo 2018 – Giovedì Santo

  • Ore 17.00 Messa e inizio dell’Adorazione
  • Ore 21.00 Adorazione al Sepolcro animata dal gruppo parrocchiale

Venerdì 30 marzo 2018 – Venerdì Santo

  • Ore 21.00 Processione del Cristo Morto (Via Crucis)

Sabato 31 marzo 2018 – Sabato Santo

  • Ore 16.00 Benedizione dei cibi pasquali
  • Ore 22.00 Veglia pasquale

Domenica 1 aprile 2018 – Domenica di Pasqua

  • Ore 10.00 Messa animata dal gruppo parrocchiale