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Il lavatoio

Nel 2011 il Comune di Amelia decise di demolire il vecchio lavatoio di Porchiano, collocato a ridosso delle mura che in quel tempo stavano subendo un intervento di manutenzione. Fece questo anche a seguito di una riunione in cui gli intervenuti si espressero in maggioranza a favore di questa soluzione. A distanza di qualche anno, i dubbi e le perplessità su una scelta del genere e sul modo in cui fu presa, tornano ciclicamente sui social network. Secondo alcuni infatti, l’ordine del giorno di quella riunione sarebbe stato piuttosto vago e non avrebbe indicato chiaramente che si trattava di decidere le sorti del lavatoio. Nel caso, ci sarebbero stati più partecipanti contrari alla sua distruzione. Secondo altri fu comunque una scelta sbagliata, visto che quel luogo era stato utilizzato nel tempo da genitori e nonni e aveva un valore storico ed affettivo molto alto. Oggi lì non rimane più nulla e qualcuno avanza l’ipotesi di poterlo ricostruire, sebbene non avrebbe il valore storico – almeno per il momento! – come quello precedente. A ricordo di quel bel lavatoio Anna Laura Proietti ha realizzato un quadro di maioliche e Maria Luigia Grisci ha scritto una poesia, che abbiamo pubblicato tempo fa e che volentieri riportiamo nuovamente qua sotto.

La fontana

Narravi muta
di acqua che canta
di fatiche lavate da povere vite
di panni battuti poi torti
di quotidiani affannosi pensieri
di noi che ci raccontavamo sogni
o favole
di pensieri bambini
al profumo di sapone.
Narravi muta
Di sudori vestiti di stracci
Di piedi tra il fango
Di storie ascoltate e vissute
Di trame di tela intessute ad avvolgere dignità antiche
Di omeri carichi e salite
Di mura che accolgono odori
Di passi veloci tra pietre roventi.
Da un lavatoio antico
L’acqua, non la memoria scorre via
E’ presente e futuro
Per i nostri figli
Che non sanno.

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Vento di radici

Una poesia di Maria Luigia Grisci, dedicata al vento che spesso soffia tra le mura di Porchiano.

Era un vento bianco
rabbia di nuvole livide
da lontani orizzonti di piombo
aghi di cristallo su rami dilatati nel cielo
piallava lucore d’inverno.
Era un vento buono
respiro affannato delle mie colline
alito freddo di vicoli
caldi d’umanità
schiaffeggiava il viso.
Era un vento allegro
giostra colorata di sole
tra panni odorosi di cenere e alloro
distillato di aromi che lavano vite
suonava fragranze d’Aprile.
Era un vento amico
sibilo di pertugi tra mura
impastate di fatica
racconto di fiabe
tra lenzuola di braci roventi
trasportava sogni.
Ancora
mi canta dentro
l’aria delle mie radici.

La fontana

Una poesia di Maria Luigia Grisci.

Narravi muta
di acqua che canta
di fatiche lavate da povere vite
di panni battuti poi torti
di quotidiani affannosi pensieri
di noi che ci raccontavamo sogni
o favole
di pensieri bambini
al profumo di sapone.
Narravi muta
Di sudori vestiti di stracci
Di piedi tra il fango
Di storie ascoltate e vissute
Di trame di tela intessute ad avvolgere dignità antiche
Di omeri carichi e salite
Di mura che accolgono odori
Di passi veloci tra pietre roventi.
Da un lavatoio antico
L’acqua, non la memoria scorre via
E’ presente e futuro
Per i nostri figli
Che non sanno.

Maria Luigia Grisci vince il premio Mimosa

Prestigioso riconoscimento per Maria Luigia Grisci che si è aggiudicata a Narni il premio Mimosa, un concorso di scrittura narrativa organizzato congiuntamente dal Comune di Narni e dall’associazione Minerva. Il tema di quest’anno era “Il lavoro che dà vita o il sogno perso tra le fauci dell’ingiustizia”. Maria Luigia ha vinto presentando il suo lavoro dedicato alla madre, “Cenere e alloro”. Congratulazioni!