Restaurata la pensilina dell’autobus

Generazioni di studenti e di lavoratori hanno aspettato sotto la pensilina, nel piazzale antistante il paese, l’autobus che li portasse a scuola o al posto di lavoro. Questa struttura aveva però ormai bisogno di manutenzione: la ruggine aveva colpito il metallo, e delle pareti non vi era più traccia. Un brutto biglietto da visita per il paese.

Alcuni abitanti si sono allora organizzati e nel giro di qualche settimana impiegando un po’ di tempo libero hanno provveduto alla sua manutenzione. La struttura di metallo è stata pulita e accuratamente riverniciata. Ma quello che rende la pensilina un vero capolavoro è stata l’opera dei bambini, che durante l’estate hanno dipinto i pannelli che poi sono stati collocati sulle pareti.

Oggi è avvenuta l’inaugurazione in un clima di festa. Chi deve prendere l’autobus per andare a scuola, al lavoro, o per qualsiasi altro motivo, lo potrà fare da Porchiano al riparo di una bellissima pensilina. (MP)

Le mura nascoste

Una delle caratteristiche più belle di Porchiano sono le sue mura. Circondano completamente il centro storico, si possono percorrere piacevolmente a piedi, e offrono uno spettacolare panorama a 360 gradi.

Il lato nordest di esse, rivolto verso i monti Amerini, è quello che sarebbe maggiormente visibile da chi transita lungo la strada statale 205, che passa poco lontana, e offrirebbe in questo modo un importante veicolo di attrazione turistica. Però negli ultimi anni il bosco di querce che si sviluppa su quel lato, ha raggiunto nei suoi esemplari più vicini alle mura una altezza notevole, rendendo di fatto invisibile dalla strada il paese e la cinta che lo circonda.

Secondo alcuni abitanti, sarebbe necessario un intervento mirato, per potare solo gli esemplari più vicini, abbassandoli, e solo per rendere di nuovo le mura visibili, lasciando inalterato tutto il bosco intorno. Pare che in passato questo lavoro di potatura venisse regolarmente svolto, ma che con il trascorrere del tempo sia stato abbandonato.

I viaggiatori che numerosi soprattutto nel fine settimana percorrono la statale fra Amelia e Orvieto, gettando lo sguardo verso il paese, rimarrebbero incuriositi dallo spettacolo delle mura, e probabilmente ne farebbero meta di una visita, con indubbi vantaggi dal punto di vista turistico.

Questo è quello che pensano i sostenitori di questa proposta. Il dibattito è aperto.

A Porchiano la cena pro Cisom – Cavalieri di Malta

Venerdì 6 ottobre 2017, alle ore venti, presso il Parco Mattia di Porchiano del Monte, avrà luogo la cena di solidarietà pro Cisom – Cavalieri di Malta, per il lavoro svolto nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia.

Dopo la cena, direttamente da Le Iene e dal cast di Don Matteo, Brigadiere Ghisoni, alias Pietro Pulcini e la sua comicità accompagnato dal singer Mauro Antonelli.

Durante la serata sottoscrizione volontaria a favore di Cisom – Cavalieri di Malta.

Quota di partecipazione: sedici euro.

Per prenotazioni (entro il 4 ottobre), telefonare a: Lucilla (331 6874927) o Rita (347 2519832).

In collaborazione con la Pro Loco di Porchiano del Monte e con il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta.

Il pozzo in piazza

In piazza III Novembre, nel centro storico di Porchiano del Monte, c’era una cisterna, che raccoglieva l’acqua piovana e che poi la distribuiva più in basso, alle fontane. Sull’apertura, era posto un pozzo in muratura, dal quale si poteva direttamente tirare su l’acqua. La cisterna in realtà esiste ancora, ma è stata disattivata.

Il pozzo sovrastante venne smantellato per esigenze di spazio: il “postale” e altri camioncini che raggiungevano la piazza in questo modo potevano fare manovra più facilmente.

Uno dei ferri che si vedono nella foto (che ritrae fra gli altri un giovane don Mario Santini, recentemente scomparso), è giunto fino a noi, per merito di Roberto Agabiti, ed è stato messo in esposizione nella recente mostra dedicata ai cimeli del passato curata da Aldo Perelli. In occasione di questa mostra, è stato fatto un sondaggio per chiedere agli abitanti del borgo il loro parere in merito ad una eventuale ricollocazione del pozzo nella piazza, a ricordo della storia passata.

La stragrande maggioranza dei partecipanti, si è detta favorevole.

Come a Montmartre

La deliziosa collina parigina è famosa anche per la sua vigna, unica in tutta la città, meta non solo di appassionati di vino ma di tutti quelli che hanno a cuore la storia. Nel Medioevo Montmartre era ricoperta di vigneti, e questo è l’unico rimasto.

Anche Porchiano, nel suo piccolo, può vantare un vigneto all’interno delle mura, che produce ottimi grappoli d’uva, come quello fotografato nei giorni scorsi. E’ un paragone azzardato? Senz’altro, ma è una delle tante cose belle e caratteristiche di questo borgo, che merita una visita in queste splendide giornate d’autunno. (MP)

Addio Padre…

Mi piace pensare che Qualcuno abbia voluto che io ci fossi proprio mentre Don Mario se ne andava, in silenzio, quel venerdì 18 agosto nella sua casa a Porchiano, quella casa che egli abitava da 71 anni e nella quale molti della mia generazione sono cresciuti, hanno trovato accoglienza nelle lunghe domeniche d’inverno passate a giocare con i giochi che comprava per noi, a leggere i suoi libri, ad organizzare pesche di beneficenza, piccoli spettacoli teatrali, animazione per i bambini del catechismo, a preparare i canti per le celebrazioni aiutati dal vecchio registratore “Geloso”. Parecchi di noi sono ricorsi alla sua competenza per “riparare” le lacune in matematica e latino.

Don Mario Santini, 95 anni, è tornato alla casa del Padre. Era sacerdote dal 29 giugno 1946, nello stesso anno era stato nominato vice parroco della Parrocchia di San Simeone a Porchiano del Monte, a fianco di Don Giuseppe Zappetelli al quale succedette come parroco nel 1952. Da allora è rimasto nella stessa parrocchia fino al giorno della sua morte. Ha svolto molti compiti nella sua lunga vita, ma queste notizie sono facilmente reperibili, basta leggere gli articoli usciti in questi giorni su vari siti, in occasione delle sue esequie.

Io preferisco rivolgere l’attenzione all’uomo, la persona che nella sua comunità ha svolto, oltre al ministero pastorale, un ruolo sociale importante per la crescita del paese.

Non aveva un carattere facile, era tenace fin quasi alla testardaggine, individuato un progetto procedeva a testa bassa fino alla realizzazione, spesso scontrandosi con le istituzioni o con i parrocchiani che magari non condividevano la sua linea d’azione, ma di una cosa si può essere certi: non inseguiva nessun tornaconto personale, procedeva in vista dell’attuazione di ciò che riteneva importante per la Parrocchia e la sua comunità cristiana. A questo proposito mi viene in mente la costruzione dell’asilo infantile, oggi adibito a residenza per gli anziani, i restauri degli affreschi nella chiesa di S. Antimo, piccolo gioiello immerso nel verde della campagna, il restauro della chiesa e della statua di Santa Cristina, patrona del paese, nei confronti della quale ha sempre stimolato la crescita della devozione. Tutti ricordano i pellegrinaggi che organizzava, ai quali partecipava buona parte dei parrocchiani: le mete comprendevano spesso santuari mariani, ma, grazie alla sua profonda cultura, sapeva individuare nel percorso anche siti di grande interesse artistico.

Era un esempio di attaccamento alla vita: negli ultimi anni, più volte era stato colpito da malattie anche piuttosto gravi, eppure era sempre presente alle celebrazioni e la mattina lo si incontrava seduta alla panca davanti alla bottega del barbiere mentre leggeva il giornale: “I titoli più grandini li leggo senza occhiali, ma l’articoli no!”, mi aveva detto qualche settimana fa, chiedendomi di portargli gli occhiali che aveva dimenticato a casa.

Proprio perché era stato capace di rialzarsi ad ogni caduta ci eravamo abituati all’idea che ci sarebbe sempre stato. Noi, che siamo cresciute con lui, ci sentiamo unite, oggi più che mai, alla sua famiglia che tanto amava, ad Anna, Luciano ed Andrea, nel ricordo di un uomo che consideriamo un secondo padre.

Tre anni fa pubblicammo un opuscolo sulla storia della devozione a Santa Cristina a Porchiano, lui ci fornì molto materiale ed io gli dedicai alcuni versi. Gli portai la “poesia” in un quadretto che appese nello studio, si commosse, ma aveva molto pudore dei suoi sentimenti, e, per sdrammatizzare, mi disse: “Famo così, se moro prima io la leggi te al mio funerale, se mori prima te, la leggo io”.

Non credo fosse molto convinto che l’avrei letta io!

(Articolo di Maria Luigia Grisci, apparso su Il Banditore di Amelia di settembre 2017)

Come eravamo e consumavamo nel 1950

L’inventario completo della Cooperativa del Popolo negli anni Cinquanta, è un interessante spaccato dei consumi di quell’epoca. Dalla brillantina alla carne americana, dalla magnesia alle mentine, e poi la miscela agostini, il petrolio, le spille da balia e tanto altro ancora. C’è da rimanere incantati a leggere le copie del quaderno, esposte in questi giorni presso Alimentari Peruzzi (piazza III novembre a Porchiano del Monte) in una interessante mostra curata da Luciano Ghersi. Assolutamente da non perdere.

Un’altra impresa per lo sport amerino!

Ancora loro, Alessandro Peruzzi di Porchiano e Silvio Pornelluzzi di Giove; questa volta colpiscono ad Auronzo di Cadore nella provincia veneta di Belluno, nella 3Epic, gara test event per il Campionato del Mondo di mountain bike del 2018, una Marathon lunga 96 Km per un dislivello totale di 3185 mt.
Alessandro è arrivato al traguardo 12° assoluto e 3° nella categoria di appartenenza M1, mentre Silvio si è classificato 147° assoluto e 3° di categoria M6.
Al via oltre 1700 partecipanti, cifra che amplifica il risultato ottenuto dai due atleti del GRAMS BIKE, che non erano soli: hanno completato la durissima gara anche Francesco Sugoni, Massimo Monesi, Maurizio Ruco ed Oliver, oltre a Agabiti Paolo, Massimo Pera, Moreno Peruzzi e Mirko Tommasi che si sono cimentati nel percorso “Misurina 70” (Km 70 per 1650 mt. di dislivello, duro anch’esso!).

Testo di Romano Banella