Il Progetto di Educazione Ambientale (PrEdA), inaugurato nell'aprile 2008, è nato su iniziativa della Lega Italiana Protezione Uccelli. Esso è collocato all'interno di un'area di circa cinque ettari, messi a disposizione da privati, nei pressi di Porchiano del Monte, nel comune di Amelia, in provincia di Terni.
Il centro è stato ricavato all'interno di una zona molto interessante dal punto di vista naturalistico, delimitata a nord dalla strada provinciale Porchiano-Attigliano; a ovest dal fosso della Para, a est dal fosso di Palliccio e a sud dalla strada che dalla provinciale Porchiano-Attigliano sale verso Giove. Questa zona è scarsamente abitata, vi sono boschi e campi di varie colture, ed è anche zona di ripopolamento e cattura, cosa che la rende particolarmente ricca di fauna selvatica. Non vi sono ovviamente insediamenti industriali e artigianali, ma neppure agricoli anche di minimo impatto.
La presenza delle rovine di “Porchiano vecchia”, come è comunemente chiamata una collinetta con alcuni ruderi risalenti all'epoca medievale (e che in realtà rappresentano i resti del castello di Santa Maria), di un molino diroccato e i numerosi ritrovamenti di fossili la rendono interessante non solo da un punto di vista naturalistico, ma più in generale per quanto riguarda l'archeologia e la paleontologia.
Questa zona è particolarmente interessante anche dal punto di vista strategico: a pochissimi chilometri (circa tre) vi è la stazione ferroviaria di Attigliano-Bomarzo, sulla linea Firenze-Roma, e l'uscita di Attigliano dell'Autostrada del Sole. Questo ne fa un ottimo biglietto da visita per i turisti che vogliono entrare in Umbria dalla parte meridionale della regione. Infatti, dopo cinquecento metri dall'uscita autostradale, inizia la provinciale Porchiano-Attigliano la quale poi permette di salire a Giove, oppure a Lugnano, o proseguire per Porchiano del Monte e Amelia.
Il centro di educazione ambientale occupa – all'interno di quest'area – la sponda destra del fosso di Palliccio, ed è formato da un sentiero principale circolare, che attraversa boschi misti con maggiori presenze di Roverella, Cerro, Olmo, Acero e Orniello, e prati bordati di arbusti come Ginestra, Prugnolo, Ginepro, Biancospino e Cisto. Durante i due anni di pulitura e allestimento (ad opera di volontari LIPU e abitanti della zona), il sentiero è stato arricchito con l’installazione di schede relative alla flora ed alla fauna delle specie presenti, da cartellonistica LIPU e da segnaletica sentieristica, allestendo un vero e proprio percorso botanico-faunistico.
Osservazione del cielo
All'inizio del sentiero principale vi è un ampio prato che è destinato all'osservazione del cielo stellato. Questa attività è resa possibile dall'assenza completa di qualsiasi tipo di inquinamento luminoso, situazione oggi sempre più rara, che consente di osservare ad occhio nudo numerosi corpi celesti.
Aula nel bosco
Lungo il sentiero principale vi è una radura nel bosco che viene allestita come una sorta di aula scolastica all'aperto, in occasione di incontri e conferenze su svariati temi ecologici e naturalistici: botanica generale, cure con le erbe, erbe e alimentazione e via discorrendo.
Centro di ascolto e osservazione rapaci
A metà del percorso si trova un centro di ascolto ed osservazione dei rapaci notturni, che si giova dell'assoluto silenzio della zona (unita alla totale mancanza di inquinamento luminoso a cui si è già accennato). In questo primo anno di attività centinaia di persone (provenienti anche da fuori regione) sono state accompagnate dai nostri volontari per assistere ad un'esperienza molto interessante dal punto di vista divulgativo: con appositi richiami sonori vengono attirati i rapaci, che poi si possono scorgere e soprattutto ascoltare apprezzando le diverse forme del loro canto.
Area selvatica
Inoltre vi è un'area che è stata lasciata completamente selvatica dove vi sono tane di animali selvatici (soprattutto istrici) che possono essere osservati con tranquillità da un punto creato appositamente.
Due sentieri secondari
Oltre a questo sentiero principale, è stato ripulito il primo tratto di una mulattiera che conduceva nei decenni passati ad un molino sul fosso della Para ed è stato realizzato un altro sentiero che corre in parallelo a quello principale e che porta in cima alle rovine di “Porchiano vecchia”.
Prospettive
Il successo della collaborazione tra Lega Italiana Protezione Uccelli e privati è stato tale che altri proprietari di terreni limitrofi hanno chiesto di poter aderire all'iniziativa, consentendo di far passare il sentiero anche all'interno della loro proprietà.
Sono inoltre state avviate le procedure per collaborazioni con le scuole primarie per attività di divulgazione ambientale all'aperto.
Bilancio delle presenze
Nei due anni di allestimento (2006 e 2007) e durante il primo anno e mezzo di attività (2008 e 2009) si sono avute numerose presenze non solo dalla provincia di Terni e di Viterbo, ma anche da altre zone d'Italia e d'Europa: abbiamo riscontri di visitatori provenienti da località come Trieste, Milano, Lecco, Como, Varese, Parma, Forlì, Massa-Carrara, Firenze, Rieti, Roma, Messina, Palermo, Svizzera e Repubblica Ceca. Studenti delle Università di Perugia e di Viterbo vengono qui per esercitarsi nel riconoscimento delle specie vegetali.