Rassegna stampa: Il Giornale dell'Umbria, 21 maggio 2009 PDF Stampa E-mail

Non c'è pace per l'allevatore che vuole avviare la struttura, alcuni privati si oppongono, il Comune mette l'avvocato

Porchiano, ricorso al Consiglio di Stato per fermare il pollificio

L'allevamento di polli previsto a Porchiano del Monte che da tempo fa discutere amministratori comunali e molte associazioni ambientaliste, torna ancora una volta nel vortice della bufera.

Da un documento della giunta comunale di Amelia si apprende che alcuni privati hanno inviato un ricorso straordinario direttamente al capo dello Stato per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, degli atti impugnati e precisamente dell'autorizzazione unica accordata dallo stesso Comune di Amelia al titolare dell'azienda al centro della lunga controversia per la realizzazione di un impianto produttivo di galline ovaiole a terra.

L'esecutivo a guida Sensini ha ritenuto di conferire un incarico ad un legale di fiducia che rappresenti l'ente nel giudizio in questione, ritenendo necessario proporre opposizione anche ai fini di una eventuale trasposizione del ricorso stesso al giudice amministrativo.

Pertanto il legale incaricato dalla amministrazione comunale ha pieno mandato di difendere il Comune di Amelia sia in sede amministrativa e anche di resistere all'eventuale trasposizione del procedimento davanti al Tar dell'Umbria e nei confronti del ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Nel frattempo l'imprenditore amerino che ha deciso di investire in tale tipo di attività, forte dell'autorizzazione unica accordata dallo stesso Comune e della variante al piano regolatore approvata con una precisa delibera consiliare, va avanti per la sua strada e sta procedendo alla messa in opera di tutti i requisiti richiesti prima di dare il via alla propria attività produttiva, appoggiato appunto dalle carte comunali in proprio possesso.

Il quesito che anche molti cittadini stanno cercando di far quadrare è semplice ma complicatissimo nello stesso momento: cosa accadrebbe se uno dei tanti organi chiamati in causa, Tar o Consiglio di Stato, decidesse di bloccare l'attività produttiva? Cosa si direbbe a chi ha già speso centinaia di migliaia di euro sulla struttura stessa?

(Il Giornale dell'Umbria, articolo di M. C.)